Gita sotto le antiche torri tra storie leggendarie e sapori autentici: una giornata ad Albenga

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Un gruppo di antichissime torri che svettano verso il cielo azzurro che si confonde con il blu del mare: quando passando sull’Autostrada dei Fiori il nostro sguardo incontra questo straordinario panorama, sappiamo di essere all’altezza di Albenga, città che vanta il centro storico più suggestivo e meglio conservato della riviera ligure di Ponente. Ma Albenga accoglie con una vista mozzafiato anche chi arriva dal mare: la splendida Isola Gallinara, un tempo abitata dai monaci colombaniani e successivamente dai benedettini, si trova proprio di fronte alla città. L’isola, che prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano in passato, fu il rifugio di San Martino di Tours verso la fine del IV secolo, mentre oggi è riserva naturale con una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali nel mar Ligure.

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La passeggiata nel centro storico di Albenga, un tempo chiamata Album Ingaunum, è un vero e proprio tuffo nelle più autentiche atmosfere medievali. Si va in giro con il naso all’insù e con la bocca aperta dallo stupore alla vista di così tante splendide torri che spuntano ovunque dietro i palazzi e in fondo ai vicoli. Quelle del Vecchio Comune e della cattedrale sono le tre torri simbolo della città, a ricordare gli antichi conflitti tra i poteri ecclesiastici e quelli comunali.

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Narra la leggenda che molti secoli fa in città ci fosse un serpente che terrorizzava gli abitanti. In particolare rendeva impossibile recarsi da Albenga ad Alassio, uccidendo chiunque passasse per quella strada. Così la popolazione fece una processione pregando San Michele Arcangelo, patrono della città, di uccidere il tremendo rettile. Il miracolo non tardò ad arrivare: durante la notte si vide un improvviso bagliore che dal cielo s’indirizzava verso un punto preciso della strada. Proprio lì la gente trovò il serpente ucciso. La cattedrale di San Michele Arcangelo, fondata verso le fine del IV secolo, è tra gli edifici più antichi della città. La chiesa odierna sorge sul sito della costruzione paleocristiana e al suo interno custodisce preziosi affreschi e altre opere.

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Nel centro storico visitiamo il Civico Museo Ingauno presso il palazzo del Vecchio Comune, e ammiriamo anche il palazzo vescovile e il palazzo Peloso Cepolla, dotato di una torre duecentesca.

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La favolosa posizione geografica di Albenga in passato era anche fonte di pericolo, in particolare per colpa delle incursioni piratesche. Il 2 luglio 1637, mentre presso il santuario si svolgevano le celebrazioni della festa della Madonna di Pontelungo, i pirati saraceni assalirono la vicina Ceriale, saccheggiandola e uccidendo decine di persone. Subito dopo s’indirizzarono verso Albenga, ma furono abbagliati dallo splendore proveniente dal santuario e così, spaventati, rinunciarono al massacro. Nei pressi del santuario visitiamo anche la basilica di San Vittore, edificio paleocristiano che sorse sul luogo di una necropoli di epoca imperiale romana.

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La nostra passeggiata tra i ricordi storici ingauni continua nella frazione Bastia, sorta nel Trecento intorno al castello eretto nel 1295. Il borgo nacque per necessità di difendere le abitazioni sparse nelle valli e la tradizione popolare ricorda che tempo fa un sottopassaggio collegava le case situate sul lato destro della salita del borgo con la cappella di San Bernardo e l’ospizio dei viandanti che si trovavano in cima alla collina. Ai tempi delle incursioni saracene erano i frati del convento ad avvistare le navi nemiche e a lanciare l’allarme in paese.

Oggi, chi arriva a Bastia trova una graziosa località immersa nei fiori anche fuori stagione. Le mimose gialle anticipano la primavera già da gennaio, e tutt’intorno è una moltitudine di serre dove crescono le miriadi di fiori coltivati dai florovivaisti della celebre tradizione della riviera ligure di Ponente.

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I colori allegri dei fiori ci accompagnano anche a tavola quando decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante Lì per lì, in via Paccini. Dal nostro tavolo possiamo infatti ammirare dei plastici d’arte colorati di alcune case tipicamente liguri, quasi come se stessimo passeggiando sul lungomare: si tratta di sculture create con fantasia dalla signora Liliana, la titolare e cuoca che gestisce il locale insieme alla figlia Dalila.

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Anche le bellissime piastrelle decorate del banco del bar e della cucina sono frutto della creatività della signora Liliana, così come la maggior parte delle fotografie a colori ritraenti degli scorci liguri che possiamo ammirare sulle pareti insieme a numerose immagini d’epoca in cui compaiono anche i componenti della famiglia che da vent’anni gestisce questo angolo del gusto.

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“Abbiamo aperto nel 1995 e anche se l’idea iniziale era quella di creare una latteria, abbiamo subito capito che c’era invece una grande richiesta di un locale dove si potesse mangiare. Così siamo subito partiti col ristorante, puntando sui sapori tradizionali della cucina casalinga. Prima che nascesse il ristorante, qui c’era un’officina di biciclette, e una volta la gara di Milano-Sanremo è passata proprio qui davanti”, ricorda la signora Liliana.

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Arte e tradizione creano qui un connubio piacevole anche grazie alla calorosa accoglienza che mette subito a suo agio l’ospite. Il nostro viaggio alla scoperta della vera Liguria passa quindi attraverso un tripudio di sapori autentici, frutto della grande esperienza della cuoca che crea piatti deliziosi partendo dalla cucina tradizionale e cosiddetta povera, imparata in famiglia dalla nonna, dalla mamma e dalla suocera, e arricchita grazie a numerosi studi e corsi seguiti con importanti chef. Si resta sempre nell’ambito della cucina tipica, ma con una certa versatilità che consente di preparare tutto a richiesta, a seconda delle esigenze di chi prenota.

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Iniziamo con delle squisite sardine ripiene, e assaggiamo anche dei deliziosi involtini di verdure oltre all’immancabile torta pasqualina. Dopo questo ricco antipasto gustiamo il tipico zemin di ceci, ma non resistiamo nemmeno ai buonissimi ravioli alla zucca o con la borragine e assaggiamo anche le tipiche trofie al pesto preparato col basilico locale.

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Ci piacciono molto anche gli gnocchetti fatti con la farina di castagne, e quando arriva in tavola il risotto coi mirtilli, specialità originaria del paese di Viola, nel cuneese, restiamo letteralmente a bocca aperta: servito in gusci di parmigiano e cucinato col vino rosso, è un piatto profumatissimo, delizioso e raffinato.

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Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini liguri come il Pigato, il Vermentino o l’Ormeasco, oltre al Nostralino, un rosso leggero. I sapori del territorio vengono esaltati anche dall’utilizzo esclusivo di olio extravergine di oliva in prevalenza ligure, di pasta di primissima qualità e di verdure a chilometro zero, provenienti direttamente dalla piccola azienda agricola di famiglia dove sotto gli ulivi crescono ortaggi di ogni tipo.

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Proseguiamo con pietanze profondamente radicate nelle tradizioni locali come la buridda, il coniglio alla ligure, le frittelle di baccalà o il brandacujun, squisito piatto di stoccafisso e patate il cui nome dialettale che può far arrossire i più timidi, allude proprio al suo metodo di preparazione: tempo fa i navigatori lo cucinavano nei pentoloni che stringevano poi tra le gambe per girare e scuotere il preparato fino ad ottenerne la consistenza ideale.

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Oltre a pesce e coniglio, gustiamo anche delle lumache col guscio in umido. “Questa ricetta me l’aveva data un signore di Molini di Triora dove in settembre c’è una bella sagra di lumache. Non solo non era geloso della sua ricetta, ma qualche tempo dopo è addirittura venuto a controllare se facevo le lumache come mi aveva insegnato lui. È rimasto del tutto soddisfatto”, ci racconta la signora Liliana con un sorriso.

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Mentre la nostra giornata ad Albenga volge al termine, pensiamo che anche noi faremo più o meno come il signore delle lumache: torneremo qui presto per assaporare ancora le bontà di queste terre immerse nei fiori tra le montagne e il mare.

 

Francesca Bertha

www.francescabertha.it

 

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.albenga.sv.it

Ristorante Lì per lì

Via Paccini, 34 Bastia, Albenga (SV)

0182/21874

320/9026210

 

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Gita sotto le antiche torri tra storie leggendarie e sapori autentici: una giornata ad Albengaultima modifica: 2016-02-07T14:29:54+00:00da Francesca_Bertha

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