Un weekend in Franciacorta, in compagnia dei pesci del lago d’Iseo: gita a Clusane

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La terra dove la Francia è corta

Lo specchio d’acqua azzurro e silenzioso del lago da una parte e il verde dei vigneti a perdita d’occhio dall’altra: è questo paesaggio sereno e nello stesso tempo vivace che ci accoglie al nostro arrivo nella Franciacorta settentrionale, caratterizzata da un fascino senza tempo che non è certo casuale. Infatti, anche i viandanti di un paio di millenni fa, se si fermavano da queste parti, potevano ammirare un paesaggio per certi versi simile: anche il loro sguardo scrutava la superficie del lago d’Iseo avvistando uccelli acquatici e se si addentravano nel verde del territorio che si estende oltre la sponda Sud del lago, trovavano già i vigneti e probabilmente anche qualcuno disposto a offrire loro un bicchiere di buon vino.

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La coltivazione della vite sulle colline della Franciacorta ha origini molto antiche, risale ai Galli cenomani, ai Romani e ai Longobardi come dimostrano i rinvenimenti di vinaccioli d’epoca preistorica, ma anche le testimonianze di autori classici come Plinio o Virgilio. Sono numerose anche le ipotesi in merito all’etimologia del toponimo Franciacorta, alcune delle quali abbastanza fantasiose come ad esempio “a curt de franc”, per indicare la condizione povera degli abitanti, o il detto “Qui la Francia sarà corta”, in occasione della breve permanenza in zona dei francesi, terminata nel 1265 con la ribellione popolare contro le truppe di Carlo d’Angiò, re di Francia. La più plausibile delle spiegazioni è invece quella che indica la Franciacorta come “curtes francae”, ovvero piccole comunità libere di monaci benedettini, che godevano dell’esenzione dalle tasse in cambio di bonificare e lavorare la terra a loro affidata.

Hostel del Gal, dove antico e moderno vanno d’accordo

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La nostra dimora per questo weekend in riva al lago d’Iseo è l’Hostel del Gal, il bed and breakfast collegato all’Antica Trattoria del Gallo, situata nello stesso cortile il quale offre anche la comodità di un ampio parcheggio.

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La struttura del B&B nasce dall’accurata ristrutturazione di un antico fienile risalente agli inizi del Novecento e ci accoglie con la sua calorosa atmosfera rustica dovuta ai muri antichi con pietre a vista, stile che crea un connubio perfetto con l’arredamento moderno.

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I quattro appartamenti, di cui un bilocale, due ampi monolocali e una camera spaziosa, sono tutti dotati di ogni comfort, compresa la cucina con piastre a induzione, l’aria condizionata e il wi-fi libero.

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A casa della tinca: passeggiata a Clusane

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Dopo esserci sistemati nei nostri appartamenti, andiamo alla scoperta di Clusane, a cominciare dal lago. Una superficie azzurra che appare dipinta con le morbide pennellate di un pittore d’altri tempi, il lago solcato da anatre selvatiche che sembrano conoscere a memoria ognuna delle barche a remi in legno del porticciolo, cigni candidi che talvolta escono dall’acqua e fanno amicizia con i cagnolini portati a passeggio sul lungolago.

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Una moltitudine colorata di barche ormeggiate tra i pali bianchi e azzurri del molo tra i quali si compone l’immagine dell’antico borgo dominato dal campanile della chiesa vecchia da un lato e quella delle montagne circostanti dall’altro. Si presenta così il bellissimo paese di Clusane, frazione di Iseo dal 1927, una di quelle località dove il passato da borgo di pescatori convive armoniosamente con il presente dalla chiara vocazione turistica in un contesto di tranquillità e poesia.

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Il lago ricco di pesci, e il dolce paesaggio circostante avevano affascinato l’uomo sin dagli albori della storia. Clusane, il cui toponimo deriva probabilmente da Clodius o da Chiusa, è uno degli insediamenti più antichi del lago un tempo abitato da comunità palafitticole. Dalla presenza dei Romani giunsero a noi molti reperti, di cui qualcuno presente in loco, altri conservati presso diversi musei.

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In un certo senso, a fare “da padroni” di questo paese, sono sempre stati i pesci: il luccio, il persico, i gamberi, ma soprattutto la regina del lago, ovvero la tinca. In età longobarda, proprio in questo tratto di lago si trovavano le riserve di pesca del monastero di Santa Giulia di Brescia. Successivamente, anche i monaci benedettini di Cluny, a cui fu donata la cappella dedicata ai santi Gervasio e Protasio, e i quali si dedicarono alla bonifica dei terreni paludosi, apprezzavano i doni ittici del lago. Il borgo vero e proprio si formò attorno al priorato fondato dai monaci che raccolsero contadini e pescatori intorno al monastero.

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Durante la nostra passeggiata scopriamo diversi luoghi dell’antico castrum, come l’arco in pietra su via della Chiesa vecchia, la porta con antiporta su via Molino e dei resti di archi di età romana, nonché basamenti di case medievali. C’erano anche due mulini, ma soprattutto c’era, e c’è ancora, un bel castello che sorge sul promontorio a ovest dal vecchio borgo.

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Detto castello di Carmagnola, (dal condottiero Francesco di Bussone che ne fu il signore per quattro anni fino al 1432), la fortezza fu costruita nel Trecento e cambiò molte volte proprietario. Oggi l’imponente edificio è un palazzo-castello, adibito a residenza nobiliare sin dal Rinascimento, ma tuttora munito delle originarie connotazioni da fortezza quali il profondo fossato difensivo con caratteristici ponti ad arcata in pietra.

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Antica Trattoria del Gallo, il piacere dei sapori del lago

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Il passaggio da borgo di pescatori a località turistica era iniziato verso la fine dell’Ottocento, con la nascita di osterie e ristoranti gestiti dalle famiglie dei pescatori. La nostra giornata a Clusane continua presso una delle trattorie storiche del paese, tra le prime ad aver iniziato a preparare piatti a base di pesce pescato nel lago. L’Antica Trattoria del Gallo, fondata all’inizio del Novecento, nasceva come stazione di posta sulla strada che collega Brescia e Bergamo, e offriva ristoro ai viandanti e ai loro cavalli. Oggi il nostro “cavallo”, ovvero la macchina, riposa serenamente nell’ampio cortile mentre dopo esserci rinfrescati presso il nostro appartamento all’Hostel del Gal, attraversiamo il cortile per passare una bella serata a tavola.

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Ad accoglierci con grande gentilezza nelle caratteristiche sale della trattoria sono i signori Abele e Giulio Vitali, i fratelli che gestiscono il locale insieme alla signora Piera, moglie di Giulio, e a Gabriele, figlio di Abele. “La nostra famiglia è subentrata nella gestione nel 1978, dando nuova vita alla trattoria sotto la guida di nonna Isabella, mia madre”, rievoca il passato il signor Abele.

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Le atmosfere clusanesi di una volta ci accompagnano anche quando ci sediamo a tavola nella sala dal fascino rustico ed elegante allo stesso tempo. I muri risalenti al Settecento sono la perfetta cornice di un ambiente di grande stile, dove c’è anche spazio per un tocco di allegria sprigionata dai numerosi simpatici galli esposti, a ricordare il nome della trattoria.

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Ma il vero filo conduttore visivo delle sale è rappresentato dalle foto d’epoca che ornano le pareti, realizzate da Carlo Lanza, zio di Abele e Giulio, che era uno stimatissimo fotografo nonché maestro elementare. Le immagini da lui scattate circa sessant’anni fa, che immortalano momenti di vita del paese e dei pescatori, compongono un prezioso itinerario che s’intitola “Clusane com’era” e che in paese è possibile percorrere seguendo i pannelli esposti nei luoghi dove la foto era stata scattata.

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Ricordiamo di averne visto uno ad esempio sul lungolago, vicino al pentolone monumentale che un tempo veniva utilizzato dai pescatori per tingere le reti con le bucce delle castagne per fare in modo che i pesci non potessero vederle. Grazie a quelle fotografie in bianco e nero ci sembra di sentire le voci dei pescatori e di vederli all’opera, ma possiamo anche immaginare di chiacchierare con le ragazze sedute in barca che sistemano le reti e gli ami, e alla cui bellezza certamente neanche i pesci potranno resistere.

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“Nostro zio, Carlo Lanza, era del 1908 e abbiamo organizzato una prima mostra nel 1998 in occasione del noventesimo anniversario della sua nascita, e un’altra dieci anni dopo, per festeggiarne il centenario. Le didascalie in dialetto e in italiano, che aggiungono note a tratti poetiche alle immagini, sono opera di Don Pierino Ferrari, appassionato parroco di Clusane dal 1982 al 2004, autore anche di una bella canzone dialettale che parla di Clusane”, ricordano i fratelli Vitali.

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La trattoria che si appresta a celebrare il quarantesimo anniversario della gestione Vitali- Colosio, è sempre stata un punto di riferimento importante della cucina di pesce a Clusane e continua ad esserlo, proponendo i piatti della tradizione rivisitati solo il minimo necessario per renderli più leggeri e in sintonia con i gusti di oggi. La nostra cena lacustre inizia con un ricco antipasto di pesce che comprende dei pesciolini fritti, la trota affumicata servita con olio evo, limone, prezzemolo e pepe, del pesce carpionato in aceto di vino, la gustosissima sardina essiccata con polenta abbrustolita, un’insalatina di luccio con verdure saltate, ma non mancano neanche le lumachine di terra con pancetta affumicata.

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Tra i primi piatti di pasta fresca fatta in casa gustiamo le linguine con gamberi di lago e i casoncelli caserecci alla camuna, al burro e salvia con ripieno di carne, formaggio, pane e mortadella, ma abbiamo anche la fortuna di poter assaggiare il risotto con filetti di persico. Ci conquista in particolare una specialità tipica buonissima con una storia curiosa: le tagliatelle al salmì di folaga, fatte col ragù di salmì del volatile lacustre, macerato con vino e verdure. Sul lago d’Iseo la folaga è ritenuta un po’ uccello e un po’ pesce, quest’ultimo perché ogni tanto, nell’intento di procurarsi il cibo come alghe o radici di esse, s’incastra a sua volta nella rete dei pescatori, col risultato di venire pescata insieme ai pesci, quelli veri. La sua reputazione anfibia si spinge al punto da consentirne la consumazione anche durante la Quaresima.

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Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini bianchi della Franciacorta, all’insegna del motto che abbiamo letto sulla carta dei vini: “L’arte del mangiar bene è civiltà, l’arte di bere meglio è cultura”.

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Tra le pietanze assaggiamo gli squisiti filetti di persico reale, che si possono gustare sia alla salvia che al vino bianco, ma tutti quanti non vedevamo l’ora che arrivasse in tavola lei, la regina del lago, ovvero la tinca. Clusane è noto come il paese della tinca al forno con polenta, piatto tradizionale ora a denominazione comunale (De.Co.) a cui durante l’estate è dedicato anche un festival.

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La tinca a Clusane è un’istituzione, e lo è anche presso l’Antica Trattoria del Gallo dove la si prepara con un ripieno di pangrattato, formaggio grana stagionato, spezie, prezzemolo e idea di aglio, burro, olio d’oliva e alloro. “Tradizionalmente la tinca al forno si preparava con l’uso dello strutto, ma per esigenze di leggerezza si è man mano passati a limitare il burro a favore dell’olio d’oliva, e anche nel ripieno, oggi si tende a evitare l’aglio e a moderare le spezie”, ci spiegano i titolari, ma possiamo garantire che la tinca al forno con polenta resta un piatto molto piacevolmente saporito che sazia meravigliosamente anche per merito della polenta, che viene tagliata con un filo di cotone bianco nel momento in cui si serve la tinca che arriva in sala su un carrello – e, ci spiega Giulio, un tempo durante le festività era il filo rosso con cui si tagliava la polenta a dare un tono festivo al pasto.

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La nostra cena al lago si conclude in gran dolcezza grazie agli sfiziosi dessert fatti in casa tra cui il tiramisù, la panna cotta e delle buonissime torte caserecce.

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Quando l’indomani ripartiamo per la città, la tranquillità del lago, il suo azzurro, i colori delle barche e il vociare delle anatre ci restano nel cuore e saranno un richiamo per ritornare qui appena possibile: lo faremo magari durante la bella stagione approfittando della possibilità di utilizzare delle biciclette messe a disposizione dall’Hostel del Gal per fare qualche giro intorno al lago, e nel mese di luglio cercheremo di non perdere la prossima Settimana della Tinca al forno.

Francesca Bertha

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.iseo.bs.it

www.clusane.com

Antica Trattoria del Gallo

Via Risorgimento, 46 Clusane, Iseo (BS)

Tel.: 030/9829200

Facebook: AnticaTrattoriaDelGalloClusane

www.anticatrattoriadelgallo.com

Hostel del Gal

www.hosteldelgal.com

 

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Un weekend in Franciacorta, in compagnia dei pesci del lago d’Iseo: gita a Clusaneultima modifica: 2017-11-14T17:35:28+00:00da Francesca_Bertha
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