Un luogo di pace con vista sul golfo del Tigullio: gita a Santa Margherita Ligure

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Secoli fa, un bel giorno gli abitanti del borgo di Santa Margherita Ligure notarono un’imbarcazione entrare nel porto e suscitare subito l’interesse della gente che iniziava ad affollarsi sulla banchina. Qualcuno pensò che il fermento fosse dovuto a qualche pesce di straordinarie dimensioni catturato dai pescatori, ma quella volta la già celebre tradizione marinara del luogo c’entrava poco. I navigatori portarono invece nel borgo una splendida immagine mariana, in cui la Vergine teneva in mano una rosa. Da qui nasce il culto che sin dal Medioevo è vivo in città, come dimostra il nome del santuario di Nostra Signora della Rosa, già basilica di Santa Margherita d’Antiochia, dove è custodita la sacra immagine. Nella basilica è conservata anche una preziosa statua settecentesca di Anton Maria Maragliano, raffigurante San Giovanni Nepomuceno.

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Oltre alla Madonna, a proteggere questa spelndida città del Golfo del Tigullio è, appunto, Santa Margherita, patrona delle partorienti, vissuta tra il 275 e il 290, anno in cui a soli quindici anni subì il martirio per la propria fede cristiana.

La straordinaria ricchezza storica e artistica del comune s’inserisce in un paesaggio mozzafiato, nella parte più interna del Golfo del Tigullio, in una conca chiusa del promontorio di Portofino. Nella fantasia di Friedrich Nietzsche questo luogo era come un’isola arrivata da lontano che infine si era ancorata alla terraferma. Dalle alture ricoperte di boschi di pini marittimi, castagni e uliveti, si apre un meraviglioso panorama sulla Costa dei Delfini.

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Il territorio, compreso nel Parco Nazionale Regionale di Portofino, offre diversi itinerari naturalistici, tra cui quelli del Golfo Paradiso, di San Fruttuoso e del Golfo del Tigullio. Anche i fondali marini sono pieni di tesori da scoprire: nell’area naturale marina protetta esiste un particolare habitat di praterie di posidonia oceanica e di formazioni coralline e grotte semioscure, oltre a innumerevoli specie di pesci.

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Se oggi questo splendido mare incanta i turisti, in passato era anche fonte di pericolo, per colpa delle frequentissime scorrerie saracene. Per difendersi dai pirati, in particolare dal tremendo Dragut che aveva seminato terrore lungo tutta la costa ligure, nel 1550 anche Santa Margherita Ligure si dotò di una fortezza. Il castello, situato sul lungomare, è stato progettato da Antonio de Càrabo, lo stesso che un anno dopo avrebbe realizzato il castello di Rapallo. Adiacente al castello visitiamo anche la chiesa dei frati Cappuccini, edificata nel 1608 insieme al convento. Un altro castello, del 1626, si trova nella suggestiva frazione Paraggi, sulla strada per Portofino. Sempre lungo il tratto di costa che raggiunge Portofino si può visitare la Cervara, ex monastero benedettino risalente al 1361.

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Passeggiando sul lungomare scopriamo che Santa Margherita Ligure è il secondo porto ligure per numero di pescherecci, dopo Sanremo. In effetti, la moltitudine pittoresca delle imbarcazioni che ogni giorno tornano dal mare con nelle reti l’ottimo pesce fresco del Tigullio, è notevole.

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Non possiamo certo resistere alla tentazione di concederci una squisita cena a base di pesce, così raggiungiamo, percorrendo una strada immersa negli uliveti che porta sulle alture, la vicina frazione Nozarego. Perfino il toponimo della località profuma di pesce: la sua origine sarebbe infatti Nassalego, nome che deriverebbe da “nassa”, un attrezzo da pesca a forma di gabbia.

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Dopo aver visitato il settecentesco santuario situato in paese che custodisce degli splendidi affreschi e un prezioso organo barocco, ci indirizziamo alla nostra meta culinaria: il Ristorante La Stalla dei Frati. La vista mozzafiato sul golfo ci colpisce già quando scendiamo dall’auto nell’ampio parcheggio, ma non abbiamo ancora visto niente. Entriamo attraversando uno stupendo e raccolto giardino pieno di piante e fiori, dove notiamo anche una graziosa fontana abitata da un gruppo di simpatiche tartarughe.

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Una volta all’interno dell’antica villa genovese, basta guardarci intorno per iniziare a respirare la vera storia di questo rinomato locale, fondato nel 1979 da Cesare Frati e la sua famiglia. Il noto e stimatissimo ristoratore di famiglia nobile aveva creato qui un vero paradiso dove la ricercatezza, l’autenticità, la passione e la classe traspaiono da ogni dettaglio e dove la cucina ligure, proposta con un’accuratissima ricerca degli ingredienti migliori aveva incantato fior di recensori, tra cui perfino i critici del Sunday Times.

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Nell’ampia sala ammiriamo un’eccezionale collezione di preziose bottiglie storiche, oltre a delle immagini legate alla tradizione marinara e all’equitazione. C’è anche una saletta di lettura dove prima di cenare possiamo sfogliare qualche rivista e dei libri, e per le occasioni speciali è a disposizione un’elegante e intima sala privata.

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Vista la splendida serata estiva, ci accomodiamo sul terrazzo, che è a dir poco spettacolare: dal nostro tavolo lo sguardo può spaziare sul golfo del Tigullio e sulle colline che lo abbracciano, perdendosi in un panorama unico.

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Ad accoglierci in questo ambiente meraviglioso con grande gentilezza, simpatia e vitalità è Lavinia Frati, la figlia del signor Cesare, cresciuta qui dentro e diventata il braccio destro di suo papà sin da un’età giovanissima. Oggi, dopo che il destino avverso aveva voluto metterla a dura prova con la scomparsa prematura non solo dei genitori, ma anche del fratello, è lei a portare avanti la pluridenecennale tradizione famigliare con ammirevole passione, energia e impeccabile professionalità. A supportare l’instancabile Lavinia che si alza all’alba per comprare i migliori pesci appena pescati, che inventa piatti nuovi con la fantasia di un’artista e che mette a loro agio gli ospiti con un talento innato, è uno staff affiatato di cui fa parte anche la zia Maria che offre un aiuto prezioso.

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“Sono molto legata alla mia famiglia e me li porto nel cuore. Ho studiato per fare l’avvocato, ma la passione per la ristorazione che ho respirato fin da piccola, alla fine ha vinto e metto tutta la mia professionalità ed esperienza in questo lavoro. A volte faccio impazzire chi lavora con me con il mio perfezionismo, ma non ci posso fare niente: sul lavoro la qualità e l’impegno devono essere al massimo”, ci spiega Lavinia con calorosa solarità mentre sorseggiamo il nostro aperitivo di benvenuto: un eccellente prosecco Soligo di Valdobbiadene selezionato da Lavinia, grande intenditrice anche di vini. Questo nettare accompagna delle squisite bruschette con olive taggiasche, pomodorini Pachino, delle zucchine fritte e acciughe.

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Proseguiamo con un ricco antipasto di pesce pescato fresco e servito crudo, oltre a delle cozze e vongole alla marinara. Assaggiamo anche gli ottimi marinati della casa: acciughe, scampi, carpaccio di tonno.

Tra i primi non resistiamo ai ravioli di borragine e ricotta al pesto, metre un paio di nostri amici gustano dei fantastici risotti con scampi e curry. Riscuotono grande successo anche i taglierini fatti in casa al sugo di gamberi e pomodori Pachino, leggermente piccanti. Annaffiamo queste bontà con dei vini selezionati della ricca cantina, consigliatici da Lavinia, tra cui il Vermentino e il Pigato Laura Schero.

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A seguire, arriva in tavola uno dei punti di forza del ristorante: gli scampi sorpresa alla Stalla dei Frati, serviti con delle strisce di verdure saltate in padella. Una serata così bella non può che finire in gran dolcezza: a garantirci questo epilogo libidinoso sono le crèpes Suzette alla contessa Lavinia. Si tratta di una specialità della casa, non sono né troppo dolci, né troppo salate e alla fine lasciano un gradevolissimo retrogusto della classica marmellata all’arancia inglese. Ad accompagnare questa delizia un Cinque Terre Sciacchetrà, mentre a fine pasto ci vengono offerti, oltre al caffè, anche delle tisane, dell’amaro Santa Maria del Monte, della grappa Cinque Terre e del limoncello di mandarinetto fatto in casa.

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Quando ritorniamo sul lungomare per fare una passeggiata notturna, il nostro sguardo, rivolto verso le alture, incontra un chiarore che come un faro illumina la collina di uliveti: si tratta delle luci dell’antica villa del ristorante La Stalla dei Frati. Un punto sicuro, caloroso e luminoso nel magnifico panorama di Santa Margherita Ligure.

Francesca Bertha

www.francescabertha.it

 

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.santa-margherita-ligure.ge.it

www.ristorantelastalladeifrati.it

Ristorante La Stalla dei Frati

Via G. Pino, 27 fraz. Nozarego, Santa Margherita Ligure (GE)

Tel.: 0185/289447

Facebook: La Stalla Dei Frati

 

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Un luogo di pace con vista sul golfo del Tigullio: gita a Santa Margherita Ligureultima modifica: 2015-08-17T16:33:19+02:00da Francesca_Bertha
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