Dalla Villa Reale al favoloso mondo del sushi brasiliano: viaggio nel viaggio a Monza

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La prima immagine che a molti di noi salta in mente quando pensiamo a Monza è quella delle auto della Formula 1 che sfrecciano a trecento chilometri all’ora sull’autodromo. Velocità e adrenalina, ma anche le atmosfere sacre e misteriose, ispirate alla figura storica della monaca di Monza, descritta dal Manzoni nel celebre romanzo “I Promessi Sposi”.

Si potrebbe iniziare il giro della città anche proprio da lei, compiendo un tour letterario: nella realtà la monaca si chiamava Marianna de Leyva, in religione Suor Maria Virginia. Via della Signora e la via De Leyva conservano il suo ricordo, oltre all’ex convento dei frati cappuccini di via Marsala.

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Nel secolo VII Monza fu capitale estiva del Regno Longobardo, e anche nel Sacro Romano Impero godette di ampia autonomia e di una serie di privilegi. Il monumento più imponente di Monza testimonia la sua grandezza: entrando nella Villa Reale ci troviamo immersi nelle atmosfere della corte dell’Impero Austro-Ungarico. Fu infatti proprio Maria Teresa d’Austria a decidere la costruzione dell’allora Villa Arciducale, e scelse Monza per “la salubrità dell’aria e per l’amenità del paese”. Dai giardini della Villa la nostra passeggiata prosegue nell’ampissimo parco di Monza, il quarto parco recintato più grande d’Europa.

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Vicino al punto dove il fiume Lambro esce dal parco di Monza, sorge il bellissimo santuario di Santa Maria delle Grazie. Costruita tra il 1463 e il 1467, il santuario è meta di pellegrinaggio, nonostante non sia noto alcun miracolo leggendario legato al luogo. Le edicole in cotto che delimitano il cortile, raffiguranti le tappe della Via Crucis, ad opera dello scultore Dante Ruffini, rappresentano un importante luogo di raccoglimento.

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Durante la nostra passeggiata ammiriamo diverse altre chiese molto belle come la Santa Maria al Carrobiolo, così chiamata perché un tempo i carriaggi, ovvero i carri trainati da animali, si fermavano nella piazza antistante il monumento. Il senso di pace delle vie del centro storico viene accentuato anche dalla presenza del fiume Lambro che attraversa la città.

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E dove c’è un fiume, ci sono anche dei bei ponti: il ponte dei Leoni, costruito nel 1842 vicino ai resti del ponte romano, e il ponte di San Gerardino, dedicato a San Gerardo dei Tintori. Nel 1174 il santo fondò un ospedale per i poveri presso la propria casa. Il ponte attraversa il fiume proprio in corrispondenza dell’antico ospedale del cui complesso fa parte anche la chiesa di San Gerardino, e nelle vicinanze si trova il settecentesco Mulino Colombo.

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Quando arriviamo in piazza Duomo ci troviamo nel bel mezzo di un set cinematografico: la straordinaria bellezza del Duomo, costruito tra il XIV e il XVII secolo, ha ispirato un regista ad ambientare la scena di un film nell’elegantissima piazza. Poco distante dal Duomo abbiamo ammirato anche l’Arengario, l’antico Palazzo Comunale, costruito nel XIII secolo.

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Dopo questa bella passeggiata nella storia monzese, decidiamo di abbandonarci ai piaceri del palato compiendo un viaggio nel viaggio: dalle atmosfere brianzole arriviamo così in un lampo tra quelle esotiche del Ristorante Barracuda Tropical Maki, situato in via Gianfrancesco Parravicini.

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Gli ambienti esclusivi delle sale arredate in uno stile informale e di tendenza, vestite delle morbide note di una piacevole musica soffusa fanno da cornice a una proposta culinaria estremamente affascinante e creativa, capace di unire terre lontane tra loro creando una sintesi di sapori e di emozioni del tutto irresistibile.

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“In questo edificio c’è sempre stato un ristorante, tempo fa era un locale tipico brianzolo. Il nostro progetto, basato su un format italo-giapponese nasce dall’idea di un gruppo di amici. Prima avevamo un piccolo locale in via Volta, il Barracuda Sushi and Wine, dopodiché quattro anni fa abbiamo deciso di allargarci rilevando e ristrutturando totalmente questo ristorante. Dall’iniziale Barracuda Downtown siamo poi approdati alla realtà attuale, basata su una formula di sushi brasiliano.

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In pratica a Monza siamo stati i primi a creare un ristorante di sushi e nonostante che nel frattempo sia decollata questa moda, il nostro format originale ci consente di distinguerci al punto che abbiamo clienti che arrivano perfino da Milano. Il segreto è migliorarci sempre”, ci spiegano Andrea, Francesco e Guido, i giovani titolari che gestiscono il ristorante con autentico entusiasmo e grande professionalità. “Il perno del nostro progetto è però Giada, la nostra sushi girl, ovvero la chef. Ha imparato il mestiere con un maestro riuscendo a superarlo grazie al suo talento e alla passione con cui lavora”. Le parole di ammirazione espresse dai titolari nei confronti di Giada trova presto conferma anche nella nostra esperienza, appena iniziamo ad assaggiare le prime sue creazioni, delle vere e proprie opere d’arte dove però la bellezza non è mai fine a se stessa: ogni ingrediente, ogni decorazione, perfino la più piccola goccia di salsina contribuisce all’armonia dei sapori e alla perfezione del piatto.

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Mentre a pranzo il menù è italiano e il sushi è disponibile su richiesta, la sera è tutta dedicata al sushi, preparato con materie prime italiane di ottima qualità. Apprezziamo anche il correttissimo rapporto qualità- prezzo che consente di assaggiare il meglio senza timore per il portafoglio.

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Iniziamo sorseggiando uno dei coloratissimi cocktail preparati dal bravissimo Andrea e assaggiando delle Japanese Tapas, degli sfiziosi appetizer da gustare in attesa delle portate successive. Scegliamo l’Edamame, ovvero dei bacelli verdi di soia, i Nachos Guacamole, dei chips di farina mais con salsa Guacamole e il Wakame Salad, un’insalata di calamari, zenzero e alghe.

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A seguire, scopriamo i Tartare e Chirashi, che sono un po’ come degli antipasti. Stupendi da vedere e magnifici da gustare, ecco il Pomegranate e Citrus, che consiste in del salmone lavorato con salsa agli agrumi e lacrime di melograno, e il Crunch Sake, ovvero del salmone lavorato con crunch di tempura, mango e uova di ikura. Il salmone è protagonista anche di Avocado & Almonds, dove è preparato con salsa Teriyaki ed è servito su un letto di avocado e con una copertura di mandorle tostate e tobiko rosso.

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Proseguiamo nel mondo incantato degli Uramaki e dei Temaki, che sono dei roll e dei coni di alga con al loro interno del riso e tante sfiziosità. Uno dei nostri preferiti è il Tiger Roll, vero e proprio cavallo di battaglia del ristorante. Si tratta di gambero in tempura e maionese, ricoperto con salmone, salsa teriyaki e salsa spicy. È sempre a base di gambero in tempura e maionese, ma ricoperto con farina di mais, Guacamole e fili di peperoncino il piatto El Mariachi, mentre il Tuna Flambado presenta il gambero in tempura ricoperto con tonno scottato, crema al tartufo bianco e scaglie di tonno essiccato.

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Chi l’ha detto che il sushi debba essere fatto per forza di pesce? Il sushi, nella concezione di questo ristorante, è prima di tutto un’idea, una filosofia, un modo di interpretare e di presentare i piatti. Da ciò consegue che è possibile “sushizzare” anche piatti italiani, basta avere quel “sushi factor” che a Giada non manca di certo. Ecco allora che anche i nostri amici che non amano il pesce, possono godersi dei piatti ricercatissimi come il Beef Roll, fatto con tartare di manzo e crunch tempura, ricoperto con avocado, carpaccio di manzo scottato, cipollotto e salsa Tonkatsu.

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Continuiamo con i deliziosi Gunkan, assaggiando il Cheese Zucchini, lo Yukke Sake, fatto di salmone con uovo di quaglia, tobiko ed erba cipollina, e il Kobe, altro piatto perfetto per i carnivori: tartare di manzo al coltello, avocado e mandorle. Non possiamo certo resistere nemmeno ai Nighiri, che sono dei cubetti di riso coperti con del carpaccio. Ci piacciono in modo particolare il Maguro Fois Gras, ovvero tonno scottato al fois gras con aceto balsamico ed erba cipollina, il Sake Tartufo che è salmone scottato con crema ed olio profumati al tartufo, e il Maguro Tropical, composto da tonno, carpaccio di mango e tartare di gamberi.

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Se il sushi non deve essere per forza a base di pesce, è anche vero che gli ingredienti da sushi possono essere anche serviti in forme diverse, come dimostrano le specialità “Non solo sushi”, tra cui assaggiamo ad esempio il Black & Yellow, piatto di riso Venere con code di gambero e julienne di zucchine su crema allo zafferano. Ci conquista anche la Tropical Experience, che consiste in un bel trancio di salmone scottato su letto di verdure alla soia, chips di patate viola del Sud America accompagnato da salsa al mango, ma apprezziamo molto pure i gamberi in pasata kataif con dadi di avocado e pomodorini Pachino. Sempre per chi preferisce la carne, ecco il Fun Beef, una rivisitazione della tagliata, composta da tataki di manzo con fagiolini all’olio di sesamo e chips di patate con salsa Teriyaki.

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Oltre agli amici che prediligono la carne, nel nostro gruppo ci sono anche persone che la pensano esattamente al contrario, essendo vegetariani o vegani. Ma niente paura: anche loro, così come i bambini, possono trovare l’interpretazione di sushi adatta a loro. Ci sono addirittura i burger, tra cui spiccano il Veggy per i vegani e il Green per i vegetariani. Per le anime marinare è imperdibile il burger con tonno, gambero e salmone, mentre i terricoli possono gustare il burger Black Angus.

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Una cena così deliziosa e ricercata sia nella sua sostanza che nella sua forma, non può che finire in gran dolcezza. Anche i dessert sono fatti da Giada e certo anche qui non viene meno la concezione sushi: sapori squisiti presentati in una forma artistica. Eccoci allora a gustare, con gran divertimento anche dei bambini, i Banana Rolls, una vera e propria banana incantata, presentata a fette con favolose scaglie di cioccolato. I nostri amici scelgono la Tartare di frutta esotica su biscotto di frolla e trovaimo irresistibile pure il Cheese Cake, mentre le amiche vegane si dedicano con passione alla loro torta vegana.

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Dopo questa splendida giornata, possiamo solo sperare che la prossima occasione per tornare qui si presenti con velocità da Formula Uno. Una volta a Monza, a rallentare ci penseremo seduti a tavola: ci sono ancora tante specialità sushi che aspettano di essere assaggiate.

 

Francesca Bertha

www.francescabertha.it

 

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.monza.it

www.barracudatropicalmaki.it

Ristorante Barracuda Tropical Maki

Via Gianfrancesco Parravicini, 34

Tel.: 039/2312400

 

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Dalla Villa Reale al favoloso mondo del sushi brasiliano: viaggio nel viaggio a Monzaultima modifica: 2016-04-05T16:51:20+02:00da Francesca_Bertha
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