Un weekend con i pescatori, alla scoperta dei segreti del lago d’Iseo: gita a Clusane

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Una superficie azzurra che appare dipinta con le morbide pennellate di un pittore d’altri tempi, il lago solcato da anatre selvatiche che sembrano conoscere a memoria ognuna delle barche a remi in legno del porticciolo, cigni candidi che talvolta escono dall’acqua e fanno amicizia con i cagnolini portati a passeggio sul lungolago.

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Una moltitudine colorata di barche ormeggiate tra i pali bianchi e azzurri del molo tra i quali si compone l’immagine dell’antico borgo dominato dal campanile della chiesa vecchia da un lato e quella delle montagne circostanti dall’altro. Si presenta così il bellissimo paese di Clusane, frazione di Iseo dal 1927, una di quelle località dove il passato da borgo di pescatori convive armoniosamente con il presente dalla chiara vocazione turistica in un contesto di tranquillità e poesia.

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I colori pastello del lago ci accarezzano anche all’interno della nostra dimora per questo weekend: alloggiamo presso il B&B La Casa di Gabri, situato in una posizione comodissima a due passi dal lungolago. Arredati con un raffinato stile provenzale, gli ambienti del “suite and breakfast” sprigionano un’atmosfera limpida, fresca, calorosa e famigliare.

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Ci sistemiamo in due delle tre spaziose suite scegliendo la camera Gelsomino, ispirata all’aria di collina che possiamo respirare dal grazioso terrazzino con vista sulle colline della Franciacorta e la superior suite Lavanda, dotata di una grande terrazza panoramica che dà sul lago.

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La splendida camera, con al suo interno anche un bagno jacuzzi, è come un prato di lavanda provenzale: le delicate tonalità del viola richiamano non solo il profumo, ma anche le proprietà curative della pianta.

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La terza camera è dedicata invece alla verbena, erba versatile per eccellenza, proprio come la stanza, adattabile alle esigenze degli ospiti.

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Nei bagni troviamo degli eccellenti prodotti di cortesia francesi, e tra non molto ci saranno anche i prodotti per Spa della vicina azienda Gerard’s, particolare anche in quanto gestita da sole donne.

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Questo B&B nasce da un mio sogno, coltivato da tanti anni a seguito di viaggi che ho compiuto in Inghilterra, alloggiando sempre presso dei bed and breakfast. Il mio desiderio è quello di occuparmi del benessere delle persone e di fare in modo che il loro soggiorno a Clusane d’Iseo sia un’esperienza piacevole e indimenticabile che resti nel loro cuore”, ci spiega la padrona di casa Gabriella Bosio, discendente di una storica famiglia di ristoratori del luogo e titolare della Trattoria Al Porto, che gestisce con autentica passione insieme ai figli Mattia e Daniele Marini.

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Il B&B è in un certo senso il coronamento di una lunga e appassionata attività dedicata agli ospiti e turisti che ogni anno vengono a visitare questa località gioiello. Ognuno porta poi via i propri ricordi, ma qualcuno lascia anche qualcosa, un piccolo oggetto, un libro. Molti degli originali oggetti d’arredo che compongono l’atmosfera delicata ed elegante delle suite, provengono da amici di Gabri che glieli hanno regalati per contribuire alla realizzazione di questo bel sogno.

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Mentre chiacchieriamo sull’ampio terrazzo sorseggiando delle spremute fresche, facciamo progetti per il nostro weekend: se durante la bella stagione è irrinunciabile la spaziosa piscina e il jacuzzi immersi nel giardino fiorito, in questo periodo primaverile possiamo invece dedicarci a delle gite rigeneranti nella zona. In questo ci aiuta molto anche il fatto che la Casa di Gabri ci mette a disposizione gratuitamente delle biciclette e possiamo anche farci preparare dei cestini per il pranzo al sacco con panini, frutta e una bella bottiglia di Franciacorta. Tra le attività che ci ispirano in modo particolare c’è il giro in motoscafo per visitare il cantiere Bellini che ospita il museo dei Riva, l’esposizone più completa al mondo degli straordinari scafi Riva d’epoca. Possiamo anche approfittare della convenzione green fee con il vicino golf club, e dopo lo sport coccolarci con la lettura di un buon libro della ricca biblioteca del B&B. Quando torneremo qui durante l’estate, passeremo senz’altro qualche pomeriggio alla spiaggia pubblica Origami che la sera diventa un locale con musica. Le coccole di Gabri ci accompagneranno anche sotto l’ombrellone: gli ospiti che vanno in spiaggia ricevono una borsina con accappatoio, telo mare, prodotti solari.

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Un’attrazione imperdibile dell’estate 2016 sarà senz’altro l’evento The Floating Piers, ideato e realizzato dall’artista newyorkese di origini bulgare Vladimirov Yavachev Christo. L’installazione dell’artista consisterà in un ponte provvisorio adagiato sul lago che per la prima volta collegherà la sponda bresciana all’altezza di Sulzano con Monte Isola, l’isola lacustre più alta d’Europa. Tutti potranno, quindi, provare gratuitamente l’emozione di camminare sulle acque per circa tre chilometri sentendo le onde sotto i piedi. La passerella, che dal 18 giugno al 3 luglio potrà essere percorsa 24 ore su 24, dopo l’evento verrà smontata e riciclata.

In attesa di poter camminare sulle acque, iniziamo a farlo sul lungolago del centro storico di Clusane. La nostra passeggiata è come un viaggio a ritroso nel tempo che parte da una foto d’epoca sul cartello di informazioni turistiche, la quale ritrae alcuni pescatori del paese negli anni ’50 mentre tingevano le loro reti in un gigantesco pentolone in riva al lago.

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A un certo punto ci si avvicina un signore, uno di quelli ritratti nella foto, e sarà lui a farci da cicerone mostrandoci il pentolone monumentale tuttora presente vicino alle panchine del parco. “Ai miei tempi l’acqua arrivava fin qui sotto. Dove oggi ci sono le barche, c’era il canneto. Immergevamo le reti qui dentro, per tingerle con il liquido ottenuto dalle bucce delle castagne”, ci spiega.

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Il lago ricco di pesci, e il dolce paesaggio circostante avevano affascinato l’uomo sin dagli albori della storia. Clusane, il cui toponimo deriva probabilmente da Clodius o da Chiusa, è uno degli insediamenti più antichi del lago un tempo abitato da comunità palafitticole. Dalla presenza dei Romani giunsero a noi molti reperti, come ad es. tredici lapidi di cui una, particolarmente importante, dedicata a Giove, ma sul lungolago si possono anche ammirare i resti di una villa romana del I-II secolo d.C.

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In un certo senso, a fare “da padroni” di questo paese, sono sempre stati i pesci: il luccio, il persico, i gamberi, ma soprattutto la regina del lago, ovvero la tinca. In età longobarda, proprio in questo tratto di lago si trovavano le riserve di pesca del monastero di Santa Giulia di Brescia. Successivamente, anche i monaci benedettini di Cluny, a cui fu donata la cappella dedicata ai santi Gervasio e Protasio, e i quali si dedicarono alla bonifica dei terreni paludosi, apprezzavano i doni ittici del lago. Il borgo vero e proprio si formò attorno al priorato fondato dai monaci che raccolsero contadini e pescatori intorno al monastero.

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Durante la nostra passeggiata scopriamo diversi luoghi dell’antico castrum, come l’arco in pietra su via della Chiesa vecchia, la porta con antiporta su via Molino e dei resti di archi di età romana, nonché basamenti di case medievali. C’erano anche due mulini, ma soprattutto c’era, e c’è ancora, un bel castello che sorge sul promontorio a ovest dal vecchio borgo. Detto castello di Carmagnola, (dal condottiero Francesco di Bussone che ne fu il signore per quattro anni fino al 1432), la fortezza fu costruita nel Trecento e cambiò molte volte proprietario.

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Oggi l’imponente edificio è un palazzo-castello, adibito a residenza nobiliare sin dal Rinascimento, ma tuttora munito delle originarie connotazioni da fortezza quali il profondo fossato difensivo con caratteristici ponti ad arcata in pietra.

Il passaggio da borgo di pescatori a località turistica era iniziato verso la fine dell’Ottocento, con la nascita di osterie e ristoranti gestiti dalle famiglie dei pescatori. La nostra giornata a Clusane continua proprio presso una di queste famiglie, i Bosio, che da sei generazioni sono i titolari della Trattoria Al Porto.

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Situata nella romantica piazzetta di fronte all’imbarcadero, nel porto dei pescatori, la Trattoria è il cuore delle tradizioni del paese, l’essenza e la memoria della vita delle persone del posto. Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio di fronte allo storico edificio della trattoria, sulla cui facciata campeggia ancora l’antica scritta “Trattoria del porto”. L’interno del locale, arredato con gusto ed eleganza, rievoca in ogni dettaglio la tradizione dei pescatori: lo sguardo può spaziare tra vecchi attrezzi del mestiere carichi di storia, e ogni sala, grazie a una targa colorata, è dedicata a qualcuna delle nonne che nel corso dei decenni passati vissero e lavorarono qui dentro: sala Mariana, sala Ciöncia, sala Tintona.

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Sul romantico terrazzino ammiriamo addirittura delle colonne del Seicento, simili a quelle del castello, a dimostrazione del fatto che forse in passato qui ci poteva essere una torre.

“A fondare l’osteria, che all’epoca si chiamava “licinsi”, furono i miei trisavoli, nel 1862. A loro seguì mio bisnonno Federico, pescatore anche lui, che portava il pesce in bicicletta a Brescia per venderlo e tornava indietro con la frutta acquistata per il ristorante”, rievoca i ricordi di famiglia la signora Gabriella. In una foto d’epoca sulla parete si vede la sua mamma, che era una fornaia e mentre gli uomini si dedicavano alla pesca, lei sfornava il pane e degli squisiti dolci. “Oggi guardiamo al futuro con la convinzione che le tradizioni vadano preservate, e anche se alcuni piatti magari li prepariamo un po’ più leggeri, adattandoli ai nostri tempi, certi capisaldi della cucina tradizionale non si toccano. Il più importante di questi, per noi, è la tinca al forno con la polenta, antico piatto tipico del nostro lago, ormai difficilissimo da trovare, infatti, molti vengono da noi anche da lontano proprio per mangiare questa specialità”, ci spiega la signora Gabriella.

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Dal nostro tavolo si apre una magnifica vista sul porticciolo e mentre iniziamo ad assaggiare il ricchissimo antipasto di pesce, il nostro sguardo può spaziare sul lago scorgendo barchette che salpano e anatre che vanno e vengono in mezzo a un mondo azzurro da sogno. Così come sono da sogno anche le varietà di pesce sul nostro piatto: sardina essiccata sott’olio, aole in carpione con le cipolle, terrina di coregone, salmerino con gli aromi, patè di trota affumicata, luccio, e persico fritto.

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Gustiamo anche una croccante e squisita tempura di gamberini fritti che facciamo seguire dai primi piatti preparati con la pasta fatta in casa. Assaggiamo gli squisiti spaghetti ai gamberi di lago, ma non resistiamo nemmeno ai tagliolini con persico, mentre una nostra amica, non grande amante del pesce, preferisce i ravioli con Bagòss.

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Ed eccoci al momento tanto atteso, quello della tinca al forno con la polenta. La regina del lago arriva sul carrello, in una pentola di terracotta, reduce da due ore di cottura.

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Il suo profumo è qualcosa di sublime, grazie alla moltitudine di spezie che si utilizzano per prepararla. “Tradizionalmente ogni ristorante del paese aveva la sua miscela di spezie. Per la tinca al forno noi utilizziamo cannella, chiodi di garofano, noce moscata, pepe e foglie di alloro. Il pesce, prima di essere infornato, viene riempito di pane grattugiato, grana e spezie, condito con olio d’oliva e ricoperto da una grande quantità di burro”, ci spiega la titolare. Il risultato è un pesce incredibilmente morbido e profumato, una vera e propria goduria per i sensi.

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La nostra cena succulenta si conclude con le dolci tentazioni dei dessert della casa, a cui cediamo molto volentieri, gustando tra l’altro la torta della nonna Giuditta, il colbacco al cioccolato, delle sfogliatine di pere e il tiramisù.

La bontà dei dolci fatti in casa ci accompagna anche durante le nostre prime colazioni presso la Casa di Gabri. Nella splendida sala colazioni dove le atmosfere provenzali ci incantano in ogni dettaglio, tutte le mattine ci aspetta un grosso tavolo stracolmo di bontà.

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Dalle torte e dai dolci della casa alla frutta fresca, le marmellate, il miele, le spremute, i salumi e i formaggi della Val Camonica fino al pane fresco ai cereali. La colazione non è però mai uguale: la disponibilità dei prodotti stagionali e la fantasia del momento fanno sì che giorno dopo giorno si possano gustare specialità sempre nuove, squisite e sane.

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Dopo queste splendide giornate rientriamo in città arricchiti di un’esperienza indimenticabile che ci ha fatto riscoprire la bellezza di atmosfere del passato che torneremo senz’altro ad apprezzare durante le nostre prossime gite.

 

Francesca Bertha

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.iseo.bs.it

www.alportoclusane.it

www.lacasadigabri.com

Trattoria Al Porto

Porto dei Pescatori, 12

Clusane Sul Lago – Iseo (BS)

Tel.: 030/989014  030/9829090

B&B La Casa di Gabri

Via Risorgimento, trav. Tredicesima, 2

Info e prenotazioni: 349/2910479

 

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Un weekend con i pescatori, alla scoperta dei segreti del lago d’Iseo: gita a Clusaneultima modifica: 2016-06-05T19:17:29+02:00da Francesca_Bertha
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