Il mare visto dalle grotte dell’orso: un weekend a Toirano

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C’era una volta un orso che viveva con la sua famiglia in un luogo selvaggio, caratterizzato da alture rocciose, foreste profonde e da una vista interminabile sull’azzurro del mare. D’estate andava in giro insieme agli altri orsi, tutti mastodontici come lui che in piedi sfiorava i tre metri di altezza, alla ricerca di bacche, piccoli frutti selvatici e altre leccornie, mentre d’inverno si ritirava in letargo nella sua grotta preferita. Era una grotta bellissima, piena di spettacolari concrezioni e incantevoli corridoi ricoperti di cristalli dalle mille sfumature dorate. Nonostante ciò, l’orso non sempre riusciva a fare dei sogni d’oro: questo per colpa dell’uomo preistorico che gli contendeva la splendida grotta. L’uomo, per motivi rituali, a volte si metteva a tirare delle palline d’argilla contro le pareti svegliando così l’orso, e questo era solo il meno grave degli inconvenienti che caratterizzavano il rapporto tra i due.

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Oggi le grotte di Toirano, un tempo abitate dall’Ursus Spelaeus, sono tra le più rinomate d’Europa e vengono visitate ogni anno da oltre 150 mila persone. Anche la nostra passeggiata sulle orme dell’orso inizia proprio da qui, compiendo un emozionante percorso partendo dalla grotta della Bàsura, ovvero della strega, dove oltre a numerose impronte, è stato rinvenuto un gran numero di resti ossei che permisero agli studiosi di ricostruire lo scheletro dell’orso gigante. Nei pressi dell’uscita della grotta di Santa Lucia Inferiore, che custodisce tantissime formazioni di cristalli sottili disposte a fiore, visitiamo il suggestivo santuario rupestre di Santa Lucia di origine medioevale, scavato in parte nella roccia e meta di una processione con fiaccolata ogni 13 dicembre. Il campanile in stile barocco del santuario che sovrasta la casa detta dell’Eremita si distingue sullo sfondo della parete rocciosa anche da lontano grazie a due cipressi secolari che lo affiancano. In cima al Monte San Pietro in Varatella sorge l’omonima abbazia benedettina fondata nell’anno Mille che custodisce un pregiato affresco raffigurante il Santo. Nel 1495 i monaci si trasferirono invece nella certosa eretta alle pendici del monte.

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Scendendo nel centro storico arriviamo in un pittoresco borgo ligure caratterizzato da un reticolato di caruggi stretti e colorati che dopo un po’ ci portano nella piazza dedicata a San Martino, patrono di Toirano, che per un periodo si era rifugiato a fare l’eremita sulla vicina isola Gallinara. La chiesa parrocchiale di San Martino che domina la piazza sorge sul luogo di una pieve medievale ed è affiancata da una suggestiva torre campanaria trecentesca.

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I monaci benedettini si dedicavano alla coltivazione degli uliveti, e non è difficile incontrare le testimonianze della storica tradizione dei frantoi nemmeno in paese. Presso il Museo Etnografico della Val Varatella, situato nelle antiche sale del palazzo dei conti d’Aste poi passato ai marchesi Del Carretto si possono ammirare una miriade di attrezzi, utensili e vecchi oggetti di uso quotidiano, ma anche alcuni ambienti di rappresentanza ricostruiti con arredi d’epoca al Piano Nobile.

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Se l’orso andava orgoglioso della sua grotta lussuosa e i nobili del paese vivevano in palazzi sontuosi come quello che oggi è sede del museo, munito anche di un favoloso giardino interno, non volevamo essere da meno neanche noi, così per la nostra vacanza abbiamo scelto una dimora davvero incantevole, situata a pochi passi dal centro storico e con una vista mozzafiato sul monte San Pietro in Varatella da un lato e su uno scorcio di mare dall’altro: l’Agriturismo La Ferla, in via Provinciale.

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Facilissimo da raggiungere, accogliente sin dall’ampio e comodo parcheggio privato, caratterizzato da ambienti che valorizzano con eleganza le tradizioni contadine che sopravvivono in diversi arredi scelti con cura, e da un’atmosfera famigliare che mette subito a nostro agio, l’agriturismo si è rivelato una scelta azzeccata.

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Apprezziamo in modo particolare gli appartamenti affittati in formula residence (ce ne sono quattro, ognuno dedicato a un albero: il Melograno, il Pesco, il Mandarino e il Ciliegio), tutti spaziosi e dotati di ogni comfort, compresi dei graziosi angoli cottura e delle ampie terrazze panoramiche.

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“Questa era la casa di mia nonna. Qui dove oggi si trova la sala del ristorante un tempo c’erano le stalle e i fienili da cui è stata ricavata anche parte degli appartamenti, mentre il resto degli appartamenti è stato realizzato negli spazi dell’antica casa. Durante la ristrutturazione che si è conclusa nel 2005 abbiamo cercato di rispettare al massimo le caratteristiche strutturali originali dell’edificio, impiegando materiali tipici del nostro territorio per creare un agriturismo moderno in un luogo carico di storia.

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Il nome La Ferla, che indica il virgulto, il pollone, ovvero il germoglio che nasce da un ceppo antico, racconta proprio la storia del nostro agriturismo, nato in maniera un po’ corsara dall’antica casa di famiglia”, ricorda la signora Valeria, bravissima cuoca, che gestisce la struttura insieme al marito Ettore che si occupa della campagna, della sala e delle prenotazioni. A dar loro una mano sono nonna Silvana, la mamma di Valeria, e il figlio Gianmarco che aiutano in sala.

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La cucina è quella tradizionale ligure, basata in gran parte sulle verdure di stagione e su piatti di carne cucinati come si faceva una volta. Il tutto condito con lo squisito olio extravergine di oliva spremuto a freddo, prodotto dall’agriturismo.

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Iniziamo con delle torte di verdure, con dei fiori di zucca in pastella e con delle verdure ripiene, vera delizia della cucina ligure di terra. Ci piace molto anche la sfoglia ripiena di patate, peperoni, capperi e acciughe, così come un’altra specialità del territorio, che per certi versi somiglia alla panzanella toscana: l’insalata di pane con le verdure dell’orto, pomodorino, fagiolini e delle cipolle di Tropea. Gustiamo anche delle buonissime insalate di farro e di orzo, oltre a un mix di frittate con le verdure.

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Dopo questo ricco antipasto arriva il momento di assaggiare i primi di pasta fresca fatta in casa tra cui gli gnocchi al pesto, i maltagliati integrali al sugo di pomodoro fresco, e i fantastici ravioli con diversi ripieni, alcuni molto intriganti come quello di zucchine, ricotta e menta o quello di patate, ricotta e maggiorana. Ci conquistano anche i tagliolini al sugo di pomodoro fresco o al sugo di verdure, così come i ravioli con pesto, patate e fagiolini.

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Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini liguri doc provenienti da diverse cantine del territorio, e passando alle pietanze gustiamo una serie di specialità tradizionali come il coniglio alla ligure o la cima alla genovese. Sono disponibili tutto l’anno degli arrosti e dei roast beef, mentre durante la stagione invernale potremo assaggiare anche il cinghiale.

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Una cena succulenta come questa non può che concludersi in gran dolcezza grazie agli sfiziosi dessert della casa. Ci deliziamo con dolci come il budino o la panna cotta, ma ci piacciono molto anche lo strudel di pere e le torte casalinghe fatte con le marmellate preparate in casa con la frutta dell’agriturismo, ma riscuote grande successo anche la macedonia di pesche col gelato, molto piacevole con il gran caldo.

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Dopo questo weekend così bello, trascorso tra lunghe passeggiate in mezzo alla natura e alle innumerevoli bellezze del borgo, tra tuffi in mare e tanti piaceri culinari che siamo convinti avrebbe gradito anche l’amico orso, siamo certi di tornare presto sulle sulle sue orme per scoprire ancora molti segreti di Toirano.

 

Francesca Bertha

www.francescabertha.it

 

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.toirano.sv.it

www.toiranogrotte.it

www.agriturismolaferla.it

Agriturismo La Ferla

Via Provinciale, 53 Toirano (SV)

Tel.: 0182/98279

 

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Il mare visto dalle grotte dell’orso: un weekend a Toiranoultima modifica: 2016-08-21T23:39:34+02:00da Francesca_Bertha
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