Tra navigatori e pellegrini nel cuore di Genova: una giornata tra arte, storia e buona tavola

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Un meraviglioso anfiteatro naturale che si affaccia sul porto più importante d’Italia e che accoglie il viaggiatore con uno spettacolo mozzafiato di case colorate, di mare, di alture, di creuze scoscese che sfiorano antiche cappelle, di palazzi sfarzosi, di barche e di navi provenienti da tutte le parti del mondo: ecco una prima immagine di Genova, nota storicamente come “La Superba”, per otto secoli cuore di una potente repubblica marinara e oggi importante città d’arte e meta di turisti internazionali. Arrivare qui, specie se dalla pianura avvolta dalla nebbia o da qualche città immersa nello smog invernale, è come una sferzata di luce, di calore e di poesia. Basta un raggio di sole e le case colorate si illuminano come tanti tasselli di un arcobaleno e passeggiando per il suggestivo Porto Antico è inevitabile che nelle nostre orecchie risuonino le ormai leggendarie canzoni di Fabrizio De Andrè.

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Visitare Genova è un grande viaggio nel viaggio. Dalle emozionanti mostre interattive del Galata Museo del Mare, il più grande museo marittimo del Mediterraneo, arriviamo ai Tropici, ma anche all’Antartide passando per le profondità del Mar Mediterraneo e per i colori della barriera corallina grazie a ben quindicimila animali curiosissimi tra pesci, mammiferi marini, rettili, anfibi e uccelli che possiamo ammirare nelle settanta vasche dell’Acquario.

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Il Museo di Storia Naturale, fondato nel 1867 dal celebre esploratore e naturalista Giacomo Doria, custodisce un inestimabile patrimonio zoologico composto da oltre 4,5 milioni di reperti provenienti da ogni latitudine. L’esposizione di seimila esemplari è molto apprezzata anche dagli esploratori più piccoli che possono partecipare a una grande quantità di attività didattiche tra cui la Notte al Museo: una serata dedicata a giochi e laboratori, maschere da animali, storie della natura e poi tutti a dormire in sacco a pelo, sotto lo sguardo vigile dello scheletro fossile del colossale Elefante antico.

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Dal porto, attraversando piazza Caricamento, raggiungiamo la Sottoripa, dove si trovano i più antichi porticati pubblici d’Italia, realizzati tra il 1125 e il 1133. Ci avventuriamo anche nei caruggi dell’antico quartiere medievale e dopo, percorrendo via San Lorenzo, arriviamo alla Cattedrale omonima, eretta sul luogo dove, secondo la leggenda, San Lorenzo e papa Sisto II, diretti in Spagna, furono ospitati presso una casa. Dopo l’uccisione del santo, in zona sorse una cappella e poi una chiesetta in suo ricordo, mentre la splendida cattedrale, con la facciata a strisce bianche e nere in tipico stile ligure, fu consacrata nel 1118, a lavori non ancora ultimati.

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In realtà l’edificio religioso rimase incompiuto: secondo il progetto originale avrebbe dovuto avere due torri campanarie, ma a causa della morte dell’architetto, quella di sinistra non venne mai completata. All’interno della chiesa a tre navate si possono ammirare numerosi meravigliosi affreschi e altre opere d’arte di tutte le epoche.

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Proseguendo lungo la salita, raggiungiamo Porta Soprana, che in epoca medievale fu la principale porta d’accesso alla città. A pochi metri di distanza dalle sue due eleganti torri, visitiamo la casa – museo di Cristoforo Colombo, tra le cui mura il futuro navigatore visse in gioventù, tra il 1455 e il 1470. Ci raccontano che la modesta casa, andata probabilmente distrutta durante il bombardamento di Genova del 1684 ad opera del Re Sole, fu ricostruita nel Settecento.

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E’ legata invece a delle importanti vittorie belliche genovesi (contro Pisa nel 1284 e contro Venezia nel 1298) la costruzione dello splendido Palazzo Ducale, restaurato per le Colombiadi del 1992, che oggi ospita delle mostre d’arte di grande rilievo. Dopo aver ammirato l’attigua piazza De Ferrari, la piazza principale della città, decidiamo di fare un giro tra i caruggi infilandoci in un caratteristico vicolo proprio di fronte a Palazzo Ducale.

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Dopo pochi passi siamo in piazza delle Erbe, ritenuta il fulcro della movida genovese. Sopra le case sei-settecentesche svetta il campanile, una torre nolare ottagonale decorata con fregi e con un doppio ordine di bifore e trifore, della bellissima chiesa di San Donato, l’esempio più rilevante di romanico genovese risalente al XII secolo.

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Quando Cristoforo Colombo partì per il suo viaggio che avrebbe ridisegnato il mappamondo, anche la mappa della città di Genova stava per essere notevolmente ridisegnata. L’aristocrazia genovese decise di creare dal nulla un grande quartiere di rappresentanza, destinando un’area degradata e periferica ad accogliere le residenze di alcune delle principali famiglie della città; nel giro di pochi anni sorsero così due sequenze parallele di grandi palazzi, per lo più dotati di cortili colonnati, di giardini pensili e di stupende sale affrescate. Lungo l’odierna via Garibaldi si possono ammirare tra l’altro Palazzo Tursi, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco che costituiscono il prestigioso percorso dei Musei di Strada Nuova.

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Restiamo sulle orme dei grandi viaggiatori anche visitando, vicino alla stazione ferroviaria di Principe, l’antichissimo Ospitale di San Giovanni di Prè, costruito nel 1180. Gestito dai frati Ospitalieri, l’edificio nacque per offrire assistenza e supporto ai pellegrini e ai crociati che si recavano nella Terrasanta.

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Il nostro “pellegrinaggio” nella storia genovese continua a tavola nell’attigua salita di San Paolo, un vicolo dal fascino suggestivo dove ci accomodiamo presso i tavoli della Trattoria da Mario. Siamo in un palazzo storico, all’interno di un locale secolare. “Questo era uno dei cantinoni di una volta, che noi abbiamo trasformato in trattoria nel 1982”, ricorda il titolare Aldo Russo che gestisce l’attività da ormai trentacinque anni.

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L’atmosfera famigliare, lo stile che condisce la tradizione genovese con emozioni cinematografiche legate al grande Totò grazie a delle immagini in bianco e nero sulle pareti, ci mettono subito a nostro agio. Siamo a pochi metri dal mare e il mito dei grandi navigatori ci accompagna anche durante la cena a base principalmente di pesce, che non trascura però neanche alcune specialità della tipica cucina ligure di terra. Passione e qualità sono tra gli ingredienti più importanti dei piatti, sempre abbondanti, della trattoria. “Utilizziamo esclusivamente materie prime di alta qualità. Il piatto è come il portafogli: ci trovi quello che ci metti”, ci confida il signor Aldo.

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Iniziamo con una carrellata di antipasti di mare tra cui il polpo bollito, le cozze alla marinara, le acciughe e il salmone marinati. Tutto viene preparato in casa, compresa la marinatura dei pesci, come garanzia di una cucina autentica e genuina. I nostri amici carnivori scelgono invece un antipasto di squisiti prosciutti, salumi e formaggi.

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Proseguiamo con i primi dove la tradizione marinara ha un suo trionfo gustoso tra le linguine con astice, il risotto alla pescatora, le penne al salmone e le linguine allo scoglio. Chi preferisce la cucina di terra, gusta le trofie al pesto, imperdibili a Genova, o dei ravioli alla bolognese. Non si pongono però limiti alla fantasia: su richiesta lo chef realizza anche piatti personalizzati. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini spaziando tra etichette campane, piemontesi, trentine e liguri.

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Tra le pietanze c’è solo l’imbarazzo della scelta tra la buonissima frittura mista di pesce, gamberoni alla griglia o fritti, grigliata mista di pesce, il pesce spada o le cozze. Infine, non possiamo certo resistere alla vasta scelta di dolci della Bindi, una tentazione sempre piacevole a cui cedere.

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Dopo questa bella gita a Genova siamo certi che il nostro veliero ideale ci riporterà presto in questa città dove resta sempre tanto altro da scoprire come suggerisce il suo slogan turistico “Genova more than this”.

 

Francesca Bertha

www.francescabertha.it

 

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PER INFORMAZIONI:

www.visitgenoa.it

www.museidigenova.it

www.acquariodigenova.it

www.trattoriadamariogenova.com

Trattoria Da Mario

Salita di San Paolo, 28r Genova

Tel.: 010/256469

 

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Tra navigatori e pellegrini nel cuore di Genova: una giornata tra arte, storia e buona tavolaultima modifica: 2016-11-16T13:26:27+01:00da Francesca_Bertha
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