Lungo i sentieri del Boscogrande, tra relax e buona tavola: vacanza a Montegrosso d’Asti

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Nella Val Tiglione, alle porte di Asti, l’anno 1134 fu uno dei più drammatici della storia: la pestilenza decimò gli abitanti di numerose località site lungo il torrente che confluisce nel fiume Tanaro, e i pochi sopravvissuti pregavano disperati per trovare salvezza. A quel punto, come un’illuminazione divina, venne loro l’idea di trasferirsi sopra la collina più alta della zona: l’aria salubre di quel luogo, all’epoca completamente ricoperto di boschi, li avrebbe salvati dalla morte certa. Così su quel “monte grosso” è nato il paese di Montegrosso d’Asti, paese della salvezza.

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Oggi questa graziosa località continua a sprigionare i suoi effetti benefici, ma ormai in chiave moderna e turistica: chi arriva qui dal grigiore delle metropoli, può sicuramente trovare sollievo dallo stress e godersi una piacevole giornata nelle atmosfere cariche di storia del luogo.

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Passeggiando per le antiche “sternìe”, i vicoli scoscesi pavimentati con ciottoli di fiume, che si snodano tra case colorate tra le quali s’intravedono le interminabili catene delle colline astigiane, abbiamo la sensazione di essere finiti in un dipinto. Ci basta scambiare quattro chiacchiere con le persone del posto per scoprire che è davvero così: siamo in un dipinto di Enrico Paulucci. Il pittore nato a Genova nel 1901, è famoso tra l’altro per aver fondato nel 1929, insieme a cinque artisti tra cui Carlo Levi, i “Sei di Torino”, gruppo che si ispirava alla pittura francese postimpressionista di Cèzanne, Matisse, Dufy e altri. La madre di Paulucci era di Montegrosso e l’artista è sempre rimasto molto legato a questo luogo dove ha anche abitato per lunghi anni, realizzando numerosi dipinti in cui ritraeva questi splendidi paesaggi.

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Da qualsiasi punto si alzi lo sguardo verso la parte alta del paese, si vede il castello e l’attigua chiesa  parrocchiale dei Santi Secondo e Matteo, con la sua cupola ottagonale e il pronao neoclassico. Raggiungiamo così il fulcro architettonico del paese visitando prima la parrocchiale novecentesca, al cui interno è custodita un’importante tavola raffigurante la Sacra Famiglia. Arrivando all’imponente castello medioevale, notiamo subito una suggestiva torre, molto alta e rotonda. Più che un castello, storicamente questo edificio era un vero e proprio forte, per una guarnigione di circa quaranta uomini. Ma non è tutto. In paese si vocifera che in questo maniero, e più precisamente proprio in quella torre che ci era piaciuta così tanto, viva anche un fantasma. Le persone che ce ne hanno parlato dicono di non averlo mai incontrato, ma ritengono che si tratti di un frate a cui i ghibellini mozzarono la testa nel 1328, quando conquistarono la torre. Pare addirittura che una volta all’anno sulla torre affiorino pure dei rigagnoli di sangue, insomma, c’è tutto il necessario per un avvincente romanzo da ambientare tra queste mura.

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Se il fantasma abita in un castello, noi non siamo da meno: per questa settimana di vacanza abbiamo scelto una dimora bellissima, la Locanda del Boscogrande, situata nell’omonima via, non lontana dalla statale che da Nizza Monferrato abbiamo percorso fino a Montegrosso d’Asti.

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Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio e appena scendiamo, ci pervade un gradevolissimo senso di pace dovuto alla bellezza della natura e all’aria buona che si respira. Questa sensazione piacevole si consolida quando ci sistemiamo nelle nostre camere, tutte spaziose, luminose, arredate con gusto raffinato e dotate di ogni comfort, compreso il wifi libero.

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La struttura ha sette camere matrimoniali, provviste anche di graziosi balconi che si affacciano sulle colline circostanti. Col bel tempo lo sguardo può spaziare molto lontano, e se una bella collina birichina non lo coprisse, potremmo vedere addirittura il Monviso. Una delle nostre camere ha un bel terrazzo dove la sera possiamo rilassarci in compagnia e chiacchierare fino a tardi.

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Se fossimo ancora nella bella stagione, potremmo anche utilizzare la piscina, a disposizione dei clienti delle camere. Lo faremo in estate, ora invece trascorriamo le nostre giornate tra belle passeggiate lungo i sentieri che si snodano vicino alla locanda per raggiungere borghi suggestivi e scorci dal grande fascino immersi nella natura.

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Alle escursioni alterniamo un sano dolce far niente nel giardino della struttura che abbiamo già adocchiato anche per il matrimonio di una nostra amica: la locanda, con i suoi ampi spazi, la sua eleganza e con il suo eccellente ristorante è la location ideale per eventi come matrimoni, cresime, battesimi e feste.

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Dopo le salutari gite non c’è niente di meglio di una succulenta cena all’insegna dei sapori della tradizione presso il ristorante della Locanda. Ad accoglierci con grande gentilezza nella sala dall’atmosfera elegante e nello stesso tempo famigliare sono i titolari Donato Brusco e Daniele Duretto, amici che gestiscono la locanda insieme dal 2002 e che ci raccontano volentieri qualche curiosità in merito. “La locanda ha appena compiuto 120 anni, è originaria del 1897. Un tempo era un cascinale agricolo, ci vivevano due famiglie che si dedicavano alle coltivazioni tra cui in primis la vigna, e agli animali. Dove oggi ci sono le camere, all’epoca si trovava il fienile. Successivamente lo storico edificio è rimasto vuoto per diverso tempo per poi venire accuratamente ristrutturato diventando la locanda che conosciamo oggi. La vigna non c’è più, ma è rimasto un ampio giardino per la gioia degli ospiti”, rievocano il passato Donato e Daniele che si interscambiano tra cucina e sala.

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Come da tradizione piemontese, la nostra cena inizia con un ricco antipasto che comprende la carne cruda di fassone battuta al coltello, il girello di vitello in salsa tonnata e il peperone farcito alla piemontese, tutti piatti presenti sempre in menù che cambia generalmente ogni due-tre mesi, seguendo la stagionalità delle materie prime.

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A seconda delle stagioni si possono trovare piatti a base di funghi, tartufi o del cardo gobbo di Nizza con i quali si preparano sformatini e fondute, ma c’è sempre anche qualche piatto di pesce, come ad esempio l’antipasto di polpo con crema di ceci.

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Proseguiamo con degli squisiti primi di pasta fresca fatta in casa gustando i tipici agnolotti gobbi al sugo d’arrosto, gli gnocchi di patate con Castelmagno D.O.P., e i tajarin all’uovo al ragù classico piemontese. Gli animi marinari del gruppo scelgono invece i “tuffoli” al ragù di calamari. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini selezionati della ricca cantina che annovera 500 etichette principalmente del territorio tra cui degli spumanti e vini bianchi, oltre ai buonissimi Barbera d’Asti, e bottiglie di Barolo, Barbaresco e Moscato. Apprezziamo in particolare la disponibiltà anche di vini al bicchiere consigliati dai titolari in abbinamento ai piatti.

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Tra le pietanze non rinunciamo ad assaggiare la tradizionale finanziera all’astigiana, ma ci piacciono molto anche la tagliata di vitello fassone alla griglia, i bocconcini di coniglio all’Arneis, mentre i nostri marinai optano per il baccalà a vapore con polenta di farina di mais Marano.

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La nostra cena si conclude tra una serie di dolcissime tentazioni a cui cediamo più che volentieri assaggiando i dessert della casa tra cui lo zabaione al Moscato d’Asti, il classico bunet, la torta di nocciole e dei semifreddi al torrone e alla salsa di cioccolato.

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Il territorio e i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato fanno parte dei siti del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, e dopo questa bella vacanza, che senz’altro ripeteremo appena possibile, siamo sicuri che chiunque possa apprezzare il valore e il fascino di questi luoghi carichi di storia dove oltre alla bellezza del paesaggio e ai sapori della buona tavola, è anche la calorosa ospitalità a fare la differenza.

Francesca Bertha

 

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.montegrossodasti.at.it

www.locandaboscogrande.com

Locanda del Boscogrande

Via Boscogrande, 47 Montegrosso d’Asti

Tel.: 0141/956390

Chiusura annuale: gennaio

 

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Lungo i sentieri del Boscogrande, tra relax e buona tavola: vacanza a Montegrosso d’Astiultima modifica: 2017-11-22T13:32:35+01:00da Francesca_Bertha
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