Una giornata tra pescherecci, pirati, santi e buona tavola: gita a Santa Margherita Ligure

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Un’isola arrivata da lontano che alla fine decise di ancorarsi alla terraferma: nella fantasia di Friedrich Nietzsche Santa Margherita Ligure si presentava così, e non bisogna essere necessariamente dei fan del filosofo per essere d’accordo con lui sulla bellezza di questa località rivierasca.

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La straordinaria ricchezza storica e artistica del comune s’inserisce in un paesaggio mozzafiato, nella parte più interna del Golfo del Tigullio, in una conca chiusa del promontorio di Portofino. Dalle alture ricoperte di boschi di pini marittimi, castagni e uliveti, si apre un meraviglioso panorama sulla Costa dei Delfini.

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Il territorio, compreso nel Parco Nazionale Regionale di Portofino, offre diversi itinerari naturalistici, tra cui quelli del Golfo Paradiso, di San Fruttuoso e del Golfo del Tigullio. Anche i fondali marini sono pieni di tesori da scoprire: nell’area naturale marina protetta esiste un particolare habitat di praterie di posidonia oceanica e di formazioni coralline e grotte semioscure, oltre a innumerevoli specie di pesci.

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Se oggi questo splendido mare incanta i turisti, in passato era anche fonte di pericolo, per colpa delle frequenti scorrerie saracene. Per difendersi dai pirati, in particolare dal tremendo Dragut che aveva seminato terrore lungo tutta la costa ligure, nel 1550 anche Santa Margherita Ligure si dotò di una fortezza. Il castello, situato sul lungomare, è stato progettato da Antonio de Càrabo, lo stesso che un anno dopo avrebbe realizzato il castello di Rapallo. Adiacente al castello visitiamo anche la chiesa dei frati Cappuccini, edificata nel 1608 insieme al convento. Un altro castello, del 1626, si trova nella suggestiva frazione Paraggi, sulla strada per Portofino. Sempre lungo il tratto di costa che raggiunge Portofino si può visitare la Cervara, ex monastero benedettino risalente al 1361.

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Secoli fa, un bel giorno gli abitanti del borgo di Santa Margherita Ligure notarono un’imbarcazione entrare nel porto e suscitare subito l’interesse della gente che iniziava ad affollarsi sulla banchina. Qualcuno pensò che il fermento fosse dovuto a qualche pesce di straordinarie dimensioni catturato dai pescatori, ma quella volta la già celebre tradizione marinara del luogo c’entrava poco. I navigatori portarono invece nel borgo una splendida immagine mariana, in cui la Vergine teneva in mano una rosa. Da qui nasce il culto che sin dal Medioevo è vivo in città, come dimostra il nome del santuario di Nostra Signora della Rosa, già basilica di Santa Margherita d’Antiochia, dove è custodita la sacra immagine. Nella basilica è conservata anche una preziosa statua settecentesca di Anton Maria Maragliano, raffigurante San Giovanni Nepomuceno.

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Oltre alla Madonna, a proteggere questa splendida città del Golfo del Tigullio è, appunto, Santa Margherita, patrona delle partorienti, vissuta tra il 275 e il 290, anno in cui a soli quindici anni subì il martirio per la propria fede cristiana.

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Passeggiando sul lungomare scopriamo che Santa Margherita Ligure è il secondo porto ligure per numero di pescherecci, dopo Sanremo. In effetti, la moltitudine pittoresca delle imbarcazioni che ogni giorno tornano dal mare con nelle reti l’ottimo pesce fresco del Tigullio, è notevole e oltre a incantarci da un punto di vista estetico, ci stuzzica anche l’appetito.

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Per fortuna non dobbiamo fare molta strada per trovare il posto ideale dove assaggiare il meglio che il mare, e non solo, ci possa offrire. A due passi dalla scogliera troviamo infatti, in piazza Martiri della Libertà, il Ristorante MOG, un locale con dehor che ci colpisce subito per il suo stile giovane, trendy ed elegante, caratteristiche che ritroveremo anche a tavola.

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Ci accomodiamo nella sala luminosa di fronte ai Giardini a Mare, dove il nostro sguardo può spaziare tra il bell’acquario posto all’entrata, le tante eleganti bottiglie di vini e champagne e, soprattutto, la cucina a vista. Ad accoglierci con grande gentilezza sono i titolari Oscar Pellitta, lo chef, e Mario Cantarelli, perfetto padrone di casa, le iniziali dei cui nomi hanno ispirato il nome del ristorante. Entrambi con alle spalle delle importanti esperienze nel settore e legati, oltre che dal sodalizio lavorativo, anche da un’amicizia di lunga data. A completare lo staff è il responsabile di cucina Riccardo Casiraghi.

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“Abbiamo aperto nel 2016 con l’idea di creare un locale moderno, ricercato, con la cucina espressa, basata su materie prime freschissime di alta qualità e ricette improntate alla creatività, ma anche alla semplicità e rispettando sempre il gusto italiano con qualche contaminazione. Non abbiamo mai proposto le cose che di solito si propongono ai turisti, per fare un esempio, il pesto: ce l’abbiamo anche noi e pure ottimo, fatto col basilico di Prà e coi pinoli italiani, col Parmigiano Reggiano e col pecorino romano, ma lo offriamo ai bambini. In menù preferiamo proporre piatti di pesce freschissimo, che in gran parte acquistiamo dai pescatori, o anche prodotti esteri di eccellenza come le capesante sgusciate americane, ma anche delle specialità di carne introvabili da queste parti come ad esempio il maiale spagnolo, o la carne rossa irlandese.

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Il nostro menù cambia ogni due mesi, e segue strettamente la stagionalità delle materie prime nella cui scelta prediligiamo sempre le aziende del territorio. Ad esempio i nostri paccheri vengono da un’azienda agricola che produce e raffina la propria farina.”

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Queste scelte hanno consentito al MOG di scalare rapidamente le classifiche di Tripadvisor, infatti il ristorante è arrivato ai primi posti su Santa Margherita Ligure senza nessun aiutino. Da quest’estate sarà possibile deliziarsi con i loro piatti anche presso il ristorante e al bar in spiaggia del Grand Hotel Miramare, ma ci saranno delle novità anche in carta, in continua evoluzione, tra cui l’introduzione, da giugno, di una selezione di caviali tra quello siberiano, quello iraniano, fino al famoso Beluga. In abbinamento agli ottimi champagne, il fresco caviale da gustare nelle calde serate estive confermerà lo stile raffinato del locale.

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Iniziamo con le capesante americane scottate con granella di pistacchi e crema di zucca, e con un crudo di mare misto con scampi, gamberi e due tipi di tartar, il sashimi di tonno rosso e il tataki di ricciola, accompagnati da piccole squisite salse come il dressing al lampone. Assaggiamo anche un coquillage di tartufi di mare e di ostriche, mentre i nostri amici che prediligono le specialità di terra, optano per il foie gras con pan brioche fatto in casa con pera caramellata.

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Proseguiamo con uno dei fiori all’occhiello del ristorante, i tagliolini al nero di seppia con scampi e burrata di Andria, ma troviamo irresistibili anche i paccheri all’astice. Gli amici carnivori scelgono invece il maltagliato di pasta fresca con tocco di agnello e crema di pecorino. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini accuratamente selezionati.

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La cantina, inizialmente partita con una cinquantina di etichette, oggi ne annovera oltre 120 tra cui si dà largo spazio ai vini liguri di aziende agricole quotate ragionali, oltre ai quali sono presenti anche le etichette di un po’ tutte le regioni italiane, insieme a una bella selezione di champagne. Stavolta accompagniamo la nostra cena con un Vermentino locale Colli di Luni della cantina Ottaviano Lambruschi. Alcuni di noi prediligono invece i vini un po’ più profumati e scelgono dei Sauvignon e Chardonney della cantina Girlan. Per dissetarci non c’è solo la ricca carta dei vini, ma addirittura anche la carta delle acque in cui troviamo delle minerali, anche francesi, e dell’acqua microfiltrata: un tocco di ricercatezza che ci affascina.

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Tra le pietanze di pesce decidiamo per la scaloppa di cernia in carta fata alla mediterranea, ma ci lasciamo sedurre anche dalla tempura di gamberi e porri con salsa di senape e miele. Non rinunciamo neanche ad assaggiare il maialino cotto a bassa temperatura con mela caramellata e patate novelle rosolate. Oltre alla bontà e all’originalità dei piatti, apprezziamo molto il fatto che tutto ci viene servito già pronto a essere gustato, non dobbiamo fare fatica a pulire e a spaccare gusci. Anche questi dettagli fanno la differenza, come pure il fatto che nonostante ogni piatto venga preparato al momento, i tempi di attesa sono assolutamente ragionevoli.

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Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert fatti in casa tra cui la semisfera al cioccolato bianco, coperta con la glassa al lampone, e un tiramisù scomposto con la crema, il biscotto e il cioccolato versato all’ultimo momento. Oltre a queste sfiziosità, possiamo anche gustare della saporita frutta di stagione, servita in un cestino. A fine cena ci concediamo ancora un assaggio di un delizioso liquore agli agrumi.

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Dopo questa bella giornata siamo certi che se già ai tempi di Dragut ci fosse stato un locale così piacevole, con la cucina raffinata e l’atmosfera conviviale, il tremendo pirata, anziché combinare disastri, avrebbe preferito godersi delle belle cene a due passi dal mare, e per quel che ci riguarda, torneremo senz’altro presto qui per delle altre “incursioni enogastronomiche”.

 

Francesca Bertha

 

PER INFORMAZIONI:

www.comune.santa-margherita-ligure.ge.it

Ristorante MOG

Piazza Martiri delle Libertà, 46-47

0185/283957

Facebook: Ristorante MOG

 

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Una giornata tra pescherecci, pirati, santi e buona tavola: gita a Santa Margherita Ligureultima modifica: 2018-05-07T17:57:00+02:00da Francesca_Bertha
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