Un miracolo tra le dolci colline dell’Alto Monferrato: gita in agriturismo a Molare

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C’era una volta una povera donna di nome Clarice, che visse nel Cinquecento. Ogni giorno preparava da mangiare per suo marito che tagliava la legna su in collina, ma il loro pranzo era spesso piuttosto misero. Una volta la signora cosse un po’ di erbe del campo, ma non avendo nemmeno il pane, mise le erbe cotte in un paniere e prese la strada verso la collina dove lavorava suo marito. Quando arrivò alle Rocche, il punto dove iniziava la vera salita, vide una donna di straordinaria bellezza e gentilezza che la chiamò per nome e le chiese un pezzo di pane. Clarice rispose che gliel’avrebbe dato volentieri un po’ di pane, ma non aveva altro che le erbe cotte. “Guarda nel paniere!” le rispose la donna. Clarice aprì il paniere e lo trovò pieno di pane ancora caldo. “Vergine santissima!” esclamò così, e la donna le rispose che era esattamente colei che stava invocando. Le disse anche: “Vai a Molare e dì a tutti che qui desidero una chiesa in mio onore. Qui porrò un trono di grazie”. Negli anni a venire ci furono anche diverse guarigioni miracolose nella zona.

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Arriviamo a Molare pochi minuti dopo essere usciti dall’autostrada al casello di Ovada. Prendiamo la strada per Acqui Terme e giriamo a sinistra, seguendo le indicazioni per il santuario di Nostra Signora delle Rocche: abbiamo scelto Molare per questa gita fuori porta anche perché desideravamo conoscere il luogo di un’apparizione mariana così importante. Nel punto esatto in cui la Vergine apparve a Clarice, venne eretta una grande croce di legno, e più tardi, nel 1608 venne costruito il primo nucleo del Santuario, ampliato successivamente nel 1661 e nel 1867. Si arriva al santuario, circondato dai verdi boschi delle colline, salendo per una suggestiva strada alberata. Una volta davanti all’edificio sacro, lo sguardo può spaziare per un paesaggio mozzafiato e ci si sente immersi nella serenità della natura incontaminata.

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Le colline che ammiriamo qui a Molare, fanno parte di quella lunga catena montuosa che separa la Liguria dal Piemonte. Le due regioni si incontrano qui e questa contaminazione si nota così nell’architettura come a tavola.

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Le case e le strade del centro storico di Molare ricordano quelle liguri sia nei loro colori che nella loro disposizione: anche qui troviamo molti vicoli dalle atmosfere misteriose, archi sotto i quali un tempo passavano dei cavalli, e come in molti borghi della zona, non manca nemenno un bel castello cinquecentesco, quello dei Conti Gaioli- Boidi.

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Molare originariamente aveva un altro castello, il Castrum de Molariis dei marchesi del Bosco, ma dell’antico castello e della sua famosa torre, purtroppo non è giunta a noi alcuna traccia.

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A seguito di questo bel giro, raggiungiamo facilmente, proprio in via Santuario, la nostra dimora per il weekend: l’Agriturismo A Modo Mio. Sin dal momento di parcheggiare vicino a un rigoglioso orto, veniamo accolti da un caloroso clima famigliare che ci mette subito a nostro agio.

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Dopo esserci sistemati nelle nostre belle camere, chiamate Baldacchino e Mango, entrambe molto eleganti e confortevoli, dotate anche di wifi, scendiamo a prendere qualcosa da bere nel dehor immerso tra le piante e i fiori. I dehor in realtà sono due, entrambi molto invitanti sia per cenare all’aperto che per prendere un aperitivo, e lo stesso si può dire del bel porticato, capace di accogliere una lunga fila di tavoli.

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Anche queste sue caratteristiche contribuiscono a rendere l’agriturismo una location ideale per matrimoni e cerimonie, spesso celebrate qui in uno stile rustico, ma elegante dove le tonalità del bianco e del beige vengono esaltate dai colori della natura circostante.

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Se ci sentiamo come accolti in famiglia, non è un caso, lo scopriamo facendo due chiacchiere con il titolare Alessandro che gestisce la struttura insieme ai genitori Caterina e Francesco e con la compagna Federica. “L’agriturismo nasce proprio nella nostra casa di famiglia, che abbiamo costruito nel 1994, pensando sin da subito ad aprirla agli ospiti.

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L’idea si è concretizzata nel 2016, anno in cui siamo partiti con la ristorazione a cui si è poi aggiunta la possibilità di pernottare nelle nostre due camere che inizialmente servivano come appoggio per le spose, ma ormai sono molto richieste anche dai turisti di passaggio, in particolare durante le feste come Natale o Capodanno”, ci racconta Alessandro. A farci compagnia arriva anche Pesco, il “gatto parlante”, che conferma quanto detto dal titolare e con i suoi “miao” espressivi ci invita a fare un giro in giardino, così possiamo ammirare gli alberi da frutto, l’orto e i bei fiori.

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Quando arriva l’ora di cena, essendo ancora una serata tiepida anche se già autunnale, ci sediamo fuori, ma notiamo che anche la sala interna è molto bella e spaziosa, arredata con eleganza e con un tocco di rusticità che richiama anche le tradizioni vitivinicole del territorio.

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La gran parte del nostro gruppo sceglie il menù degustazione, ma c’è anche qualcuno che preferisce cenare alla carta. Noi del menù degustazione iniziamo con gli antipasti misti che comprendono salumi e formaggi serviti con le marmellate della casa, uno sformatino di verdure, dei frittini di stagione e un’insalatina fredda – che tra pochi giorni lascerà il posto alle zuppette calde di stagione. Dopo questo ricco antipasto possiamo scegliere tra due assaggi di primi preparati con la pasta fresca fatta in casa come le tagliatelle, le pappardelle o i maltagliati.

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C’è chi opta per il condimento con zucchine e toma, mentre i “carnivori” gustano un bel ragù di vitello, altre volte invece è disponibile anche il ragù di faraona o di coniglio. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini del territorio tra cui il Barbera di Alice Bel Colle, il Monferrato rosso o il Dolcetto d.o.c.g Ovada, mentre tra i bianchi assaggiamo un Moscato vinificato secco.

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Proseguiamo con degli squisiti secondi di carne come la pancia di maiale con miele e rosmarino, ma c’è anche chi preferisce un bel brasato. Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni della casa: un tortino caldo dal cuore morbido al cioccolato, o una cheescake con i frutti di bosco che ci riporta all’estate.

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I nostri amici che optano per il menù alla carta iniziano con la carne cruda battuta al coltello e il vitello tonnato, per passare a primi come gli gnocchi con la fonduta oppure con peperoni, acciughe e pangrattato. Piacciono molto anche le pappardelle con la selvaggina o col ragù di cinghiale, così come i ravioli di magro, scelti soptattutto d’estate per la loro leggerezza dovuta agli ingredienti: pomodori, ricotta, cipolle, pinoli e basicilico. D’inverno invece un piatto irrinunciabile sono gli agnolotti alla piemontese, al sugo di stufato. Tra i secondi fa proseliti anche l’insalatina di anatra, un’alternativa leggera e gustosa ai piatti di carne più invernali. Si chiude sempre in gran dolcezza con la sfoglia alla crema Chantilly, la mousse al cioccolato bianco, lo zabaione caldo o la torta di caprese con cioccolato e nocciole, fatta con la farina di mandorle, adatta anche per celiaci.

L’indomani, prima di andar via, facciamo scorta di conserve di verdure e di marmellate, così da portare a casa qualche barattolo di bontà del territorio. Tra i “miracoli” culinari e quelli leggendari della storia del santuario, siamo felici di aver scoperto un luogo così speciale, dal fascino mistico e dai sapori autentici.

Francesca Bertha

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.molare.al.it

www.agriturismoamodomio.com

Agriturismo A Modo Mio

Via Santuario, 53/A Molare (AL)

Tel.: 340/0525249

Facebook: A modo mio agriturismo

Un miracolo tra le dolci colline dell’Alto Monferrato: gita in agriturismo a Molareultima modifica: 2018-10-09T12:39:18+02:00da Francesca_Bertha
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