La mucca della Cattedrale e il Paladino dei sapori tradizionali: una giornata ad Alessandria

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Se fossimo arrivati qui di notte, forse avremmo potuto incontrare per strada un vispo contadino con al seguito una mucca ben foraggiata e osservarlo mentre dalla città assediata dal Barbarossa si avviava verso il campo nemico. Secondo la leggenda infatti, una cariatide della Cattedrale di Alessandria, quella raffigurante il contadino Gagliaudo, di notte si staccherebbe dalla facciata e prenderebbe vita andando in giro per la città. La fantasia popolare racconta che durante l’assedio di Federico I  il Barbarossa, Gagliaudo fosse riuscito a indurre alla ritirata le truppe nemiche portando al pascolo la sua unica mucca rimasta, ma tenuta in ottime condizioni di salute nonostante che in città scarseggiassero i viveri. Gli uomini del Barbarossa uccisero l’animale, e notarono che era molto ben alimentato. Quando il contadino gli riferì che in città c’erano viveri in abbondanza, quindi Alessandria avrebbe potuto resistere all’assedio per molto tempo ancora, il Barbarossa decise di ritirarsi e la città si salvò.

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Alessandria conserva invece dei ricordi molto più positivi riguardo a Napoleone. Alla battaglia di Marengo, combattuta nel 1800 vicino alla città, ricordata anche dal nome del famoso pollo alla Marengo, tra i piatti preferiti dell’imperatore, si dedica ogni estate una rievocazione storica. Inoltre, la storia della campagna d’Italia di Napoleone è narrata dal percorso espositivo del Marengo Museum, presso il quale è possibile rivivere la celebre battaglia attraverso degli approfondimenti e dei percorsi dedicati ai bambini.

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Ai tempi di quella famosa battaglia c’era già da alcuni decenni la celebre Cittadella di Alessandria, fortezza costruita a partire dal 1732. La sua spettacolare pianta stellare si distingue nettamente in tutte le vedute aeree e il monumento è una delle fortificazioni permanenti settecentesche più grandiose d’Europa, oltre a essere una delle poche ancora esistenti. Oggi la Cittadella, che in passato ospitò anche Giuseppe Garibaldi e l’imperatore d’Austria Giuseppe II, è un monumento molto amato dagli alessandrini, ed è anche sede del FAI, Fondo Ambiente Italiano.

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Nel corso della nostra passeggiata in questa giornata tiepida e soleggiata anche se autunnale, visitiamo i monumenti più importanti di Alessandria, tra cui la Cattedrale, ed essendoci capitati di giorno, possiamo testimoniare che Gagliaudo, sotto forma di cariatide, è al suo posto. Ammiriamo anche la chiesa di Santa Maria di Castello, l’edificio religioso più antico della città, risalente al XV secolo e costruito in stile romano-gotico, con un portale rinascimentale. Tra i numerosi palazzi signorili della città spicca Palazzo Rosso, sede del Municipio, dotato di un particolare orologio a tre quadranti.

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Alessandria ha dato i natali a numerosi importanti personaggi del mondo della cultura, tra cui Umberto Eco, la scrittrice e poetessa Sibilla Aleramo e i pittori Giovanni Migliara e Franco Sassi, ma è anche, in un certo senso, la capitale del cappello: Giuseppe Borsalino, padre del famoso cappello omonimo, aveva avviato il suo primo laboratorio proprio qui nel 1857 e nel 2006 la città ha istituito un Museo del Cappello in onore dei cappelli borsalino che furono indossati da personaggi come Ernest Hemingway, Charlie Chaplin, Antony Quinn, Gary Cooper, fino a Fellini e Alberto Sordi. Nel 2017 il museo è stato temporaneamente chiuso in attesa di trasferirsi in una nuova location presso la sede dell’Ateneo Avogadro dove dovrebbe riaprire nel 2019.

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Se la cultura e l’industria di Alessandria sono state così eccelse durante gli anni, non è certo da meno la sua cucina. Per scoprirne i gustosi segreti, raggiungiamo la Trattoria Il Paladino, situata in via Cesare Lombroso, all’angolo di via Napoli. A introdurci nella storia delle tradizioni culinarie alessandrine è, ancor prima di varcare la porta del locale, il cartello affisso di fianco all’entrata che ci racconta di nonna Lina e di nonno Mario che avevano fondato la trattoria negli anni ’80, creandone un luogo dove gli avventori potevano sentirsi come in casa e apprezzare i sapori autentici della cucina alessandrina.

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A seguire le loro orme è oggi Piero Roberto Pippo che porta avanti l’attività famigliare con il prezioso aiuto della sua compagna, la dolce e gentilissima Fiocco, e della signora Maria, la cuoca. Oggi come allora, anche in questo locale aperto nel 2015, l’amore per le tradizioni del territorio contraddistingue le proposte culinarie, preparate con la cura con cui si cucina per la propria famiglia, tenendo conto anche di eventuali richieste ed esigenze particolari, e servite in un ambiente caloroso e conviviale.

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“Per noi la qualità viene prima di tutto, prestiamo la massima attenzione alle materie prime che sono a chilometro zero. Le verdure, la carne e i formaggi provengono da produttori locali, e sono tante le cose che prepariamo noi direttamente, come ad esempio il pane, la pasta e i dolci”, ci spiega Piero mentre ci accomodiamo in una delle caratteristiche salette del locale, arredata con stile, eleganza e fantasia.

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Il nostro sguardo viene attratto da svariati dettagli curiosi, dalle immagini d’epoca di Alessandria fino a dei dipinti moderni e dei complementi d’arredo curiosi, anche a tema enogastronomico. La fantasia e l’originalità coinvolge perfino spazi inaspettati, come il bagno: all’interno troviamo una vera e propria esposizione non solo di profumini e di boccette di cosmetici, ma anche di rotoli di carta igienica di tutti i colori e fantasie possibili e immaginabili. Oltre ad ammirare la piramide di carta variopinta e i rotoli che ci sorridono dal soffitto, apprezziamo divertiti la possibilità di scegliere, al momento del bisogno, tra ben sette diversi tipi di carta, una più bella dell’altra.

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Dopo esserci lavati le mani, ritorniamo in sala e la nostra serata all’insegna dei sapori tradizionali del territorio può avere inizio.

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Cominciamo con una carrellata di assaggi di vari piatti tipici alessandrini tra cui i peperoni con la bagna cauda, il tomino morbido servito col miele, le cipolle borettane caramellate e l’insalata russa di nonno Pippo, preparata alla maniera alessandrina, col tonno, ma senza sottaceti, secondo la ricetta famigliare che risale a ben ottant’anni fa.

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Assaggiamo anche il vitello tonnato e i moscardini, e dopo questo ricco antipasto continuiamo con gli squisiti primi, tra cui gli irrinunciabili agnolotti alessandrini. Troviamo fantastico anche il risotto al caffè, così come i piatti semplici della tradizione come la pasta e fagioli.

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Le spacialità tipiche, amate da generazioni di alessandrini non mancano nemmeno tra i secondi, e infatti alcuni di noi non resistono a un bel piatto di trippa o allo stracotto alessandrino, ma sono richiestissime anche le lumache.

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Ci stuzzica molto anche assaggiare uno dei fiori all’occhiello della trattoria, l’orecchia di elefante, grandissima come da manuale, ma anche molto saporita e particolare grazie a qualche ingrediente segreto tra cui l’amaretto di Saronno e il caffè.

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Dulcis in fundo, non possiamo certo resistere agli sfiziosi dessert fatti in casa tra cui il “Dolce Fiocco”, preparato da Fiocco, appunto, e il tiramisù di Pippo, che riscuote un gran successo anche grazie alla sua leggerezza. Concludiamo la cena degustando una serie di squisiti liquorini fatti in casa che ci vengono offerti a fine pasto.

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Dopo questa bella giornata passata tra le storie e le tradizioni alessandrine, siamo certi di tornare presto, in attesa della primavera, periodo che potrebbe essere foriero di interessanti novità.

Francesca Bertha

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PER INFORMAZIONI:

www.comune.alessandria.it

Trattoria Il Paladino

Via Cesare Lombroso, 15/17

Tel.: 333/2652805

Facebook: Trattoria Il Paladino

 

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La mucca della Cattedrale e il Paladino dei sapori tradizionali: una giornata ad Alessandriaultima modifica: 2018-11-14T15:33:21+01:00da Francesca_Bertha
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