In sella ad ammirare il mare dalle alture di Finale Ligure: una giornata a Calizzano

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C’era una volta una principessa partita da Parma per Finale Ligure dove avrebbe sposato un re. Durante il tragitto attraverso boschi profondi e scorci mozzafiato sulle alture liguri, a un certo punto lei e la sua corte si fermarono a Calizzano, ospitati presso Palazzo Franchelli, per poi ripartire alla volta del Colle del Melogno, importante valico situato a 1028 metri sul livello del mare.

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Ci sono paesi la cui bellezza è esaltata anche dal paesaggio che li circonda, e il piacere di visitarli inizia lungo la strada che si percorre per raggiungerli: Calizzano è uno di questi. Elisabetta Farnese di Parma, futura sposa di re Filippo V di Spagna, avendo compiuto il suo viaggio nel 1714, non poté vedere come l’autostrada di Finale Ligure da quell’altezza sembri appena uno stuzzicadente rispetto all’immensità della montagna ricoperta di folti boschi che si stagliano sullo sfondo azzurro del mare, ma probabilmente è rimasta anche lei a bocca aperta alla vista del triangolino rosa dell’abitato di Finale stretto tra mare e montagna.

Allo stesso modo, la principessa si perse anche il fascino misterioso del Forte Centrale del Melogno, uno sbarramento difensivo fortificato eretto tra il 1883 e il 1895, attraversato dalla strada a corsia unica.

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Il centro storico presenta invece diversi tratti che saranno stati visti anche da Elisabetta a cominciare da Palazzo Franchelli, oggi sede del Municipio. In epoca medievale il borgo era circondato da mura e vi si accedeva tramite tre porte, dette di San Rocco, del Mulino e della Barbacana. La torre di guardia di quest’ultima venne successivamente trasformata nell’isolato campanile in mattoni della chiesa parrocchiale di San Lorenzo, edificata tra il 1587 e il 1630 in stile romanico sui resti dell’antica chiesa marchionale. Al suo interno possiamo ammirare diverse pregiate tele di pittori liguri del Seicento e una statua lignea raffigurante San Giovanni Battista attribuita ad Anton Maria Maragliano o alla sua scuola.

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Dal borgo un cartello ci invita a salire al castello duecentesco, uscito non proprio indenne dalle tempeste della storia. Quei ruderi situati su un’altura raggiungibile con una breve passeggiata narrano di feroci battaglie tra i Del Carretto, signori di Calizzano dal 1142 e Genova, dello storico tradimento di Marco Del Carretto, ma anche delle battaglie napoleoniche. Nonostante ciò, oggi quel luogo è pervaso da un senso assoluto di pace e offre una vista imperdibile sul centro storico.

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Pace, relax, ma anche attività outdoor, sport all’aria aperta e buona tavola: sono questi i motivi che attirano a Calizzano molti turisti e viaggiatori anche dall’estero che come noi vengono a passare una giornata o un weekend presso l’Agriturismo Ca’ Di Voi. Situato nella frazione Caragna, tra le foreste calizzanesi, l’agriturismo è una vera oasi dove potersi godere la natura in tutti i suoi aspetti immergendosi tra i sentieri del territorio non solo a piedi o in mountain bike, ma anche a cavallo, grazie al bel maneggio della struttura.

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“La nostra famiglia ha acquistato questa cascina dodici anni fa e piano piano l’abbiamo ristrutturata. Eravamo subito partiti con la ristorazione che è tuttora il nostro fiore all’occhiello, ma avendo tre camere a disposizione dei clienti, c’è anche la possibilità di pernottare da noi. Il maneggio invece, che oggi conta quasi una trentina di cavalli, si è aggiunto qualche tempo dopo, rivelandosi un successo”, ci racconta lo chef Daniel Ferraro, figlio dei titolari Marco Ferraro e Silvana Pesce, aiutati anche dalla sorella di Daniel, Adele e da uno staff affiatato.

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“Mio padre Marco cura l’esterno, la campagna e l’azienda agricola, mentre mia madre gestisce il maneggio e prepara il pane”, ci spiega Daniel mentre facciamo un giro tra gli orti, gli alberi da frutto, le stalle e le recinzioni dei cavalli che scorrazzano felici per la gioia di grandi e piccini. Per chi sa già andare a cavallo, è possibile fare delle passeggiate lungo i sentieri qui intorno, ma vengono organizzate anche delle lezioni per i bambini che possono imparare ad andare a cavallo con l’aiuto di guide equestri.

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Oltre a una folta schiera di cavalli bellissimi, ci sono anche molti altri animali in cascina: dolcissimi pony, ma anche delle divertenti caprette per non parlare delle loquacissime oche, anatre e galline.

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Dopo una giornata passata tra trekking e gite lungo i sentieri di cui abbiamo potuto documentarci bene grazie alle mappe che ci hanno regalato in agriturismo, la serata ci aspetta con una fantastica cena a base dei prodotti a km zero dell’azienda agricola. “Oltre agli ortaggi, alle patate, all’olio extravergine di oliva e alle castagne essiccate marchio Slow Food, produciamo anche mirtilli che diventano squisite marmellate, sciroppi e grappe che in parte utilizziamo in cucina e in parte vendiamo agli ospiti”, ci spiega Daniel mentre ci accomodiamo nell’ampia e luminosa sala dall’elegante stile rustico.

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La cucina si basa esclusivamente su prodotti del territorio, in gran parte a “metro zero”, provenienti dall’orto e dal frutteto circostante, oppure di aziende agricole locali che forniscono carni pregiate, salumi artigianali, ricotta e formaggi fino alla farina di Enkir, un antico cereale che l’agriturismo utilizza per fare il pane cotto nel forno a legna.

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In stagione sono tanti a venire qui per mangiare i funghi, offerti in abbondanza dai boschi e preparati con sapienza dalla signora Silvana. Mentre la domenica e i festivi c’è un menù fisso, gli altri giorni si può scegliere tra il menù degustazione e la carta.

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Iniziamo con un ricco assaggio di quattro antipasti tra cui il tartare di manzo, un’insalatina di gallo, sedano, patate e noci e una squisita sfogliatina di carciofi di Albenga.

Proseguiamo con i tagliolini di Enkir con pomodori secchi e acciughe fresche, gli gnocchi di patate su crema di stagionato di Brignè e con i ravioli di erbe di campo al burro e maggiorana.

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Tra le pietanze scegliamo la cima ripiena alla ligure con verdure al vapore, il tipico brandacujun e la tagliata di manzo con patate e pinoli tostati.

Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert fatti in casa tra cui la terrina di frutta fresca, la Sacher torte con panna montata e la meringata alla vaniglia e cioccolato.

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Prima di riprendere la strada verso casa sulle orme della principessa, facciamo scorte di confetture di mirtilli e ci ripromettiamo di tornare qui presto per nuove cavalcate, passeggiate e cene succulente. Da ora in poi Calizzano avrà per noi la stessa importanza strategica che ebbe nel corso della storia e sarà sempre un piacere rivedere il mare dalle sue alture e tuffarci nelle sue foreste.

Francesca Bertha

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PER INFORMAZIONI:

www.comunedicalizzano.it

www.agriturismocadivoi.com

Agriturismo Ca’ Di Voi

Fraz. Caragna, 15, Calizzano (SV)

Tel.: 019/79217

 

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In sella ad ammirare il mare dalle alture di Finale Ligure: una giornata a Calizzanoultima modifica: 2019-06-21T00:30:10+02:00da Francesca_Bertha
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